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MAMBO 3 Febbraio Feb 2015 0951 03 febbraio 2015

Povero Mattarella, troppi adulatori ti circondano

Esaltato da giornalisti e politici. Ma se sarà un grande presidente lo dirà solo il tempo.

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Il neopresidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Povero Mattarella, povero presidente! Non ha ancora iniziato e già è sommerso da elogi al limite dell’adulazione.
I politici che, meritoriamente, lo hanno eletto hanno deciso che sarà un “grande” presidente.
Spuntano come funghi testimoni della sua vita che ne fanno elogi sperticati. Non si contano giornalisti pronti a fargli da stuoino.
Mattarella merita gli elogi, ma non si giustificano le attribuzioni preventive - se sarà un grande presidente lo vedremo fra qualche anno -, e va difeso dagli adulatori. Dovrebbe essere il primo compito della sua squadra.
DIAMOGLI IL TEMPO DI LAVORARE. Io vedo un pericolo. Il nuovo inquilino del Colle è quella brava e colta persona che è. Ha l’esperienza per far bene al Quirinale. Ha uno stile che potrà piacere agli italiani.
L’opinione pubblica, però, vorrà farsi un giudizio da sé. Mattarella potrà conquistarla con i mezzi propri e non con la droga iniettata da politici dalla lingua lunga e da giornalisti in vena di celebrare un nuovo mito per seppellire quelli del passato.
Non si fa un grande favore al presidente presentandolo agli italiani come fosse già alla fine del mandato o come se sul campo avesse meritato gli elogi o le critiche, per dire, di un Sandro Pertini, di un Carlo Azelio Ciampi, di un Giorgio Napolitano. Lasciatelo fare, osservatelo con rispetto e attenzione, ma lasciate che sia lui e solo lui a conquistare il cuore dei suoi concittadini.
Se vi mettete in mezzo voi, uomini e donne della politica o del giornalismo, farete un santino respingente.
IL RISCHIO DI UN PRESIDENTE POCO LAICO. Da quel che si è capito del nuovo presidente, si può dire che sarà discreto, meno interventista sulla politica quotidiana, più attento alla questione morale e alla difesa, non retrò, della Costituzione. Al Quirinale avremo una squadra di alto livello, ma come è capitato ai presidente cattolici, cioè alla grande maggioranza dei presidenti, sarà una squadra chiusa, fatti di mondi del cattolicesimo democratico sopravvissuti alle bufere di questi anni.
Ci sorprenderebbe Mattarella se nominasse nel suo entourage un “laico”, cioè una o più persone senza il dono, o il danno, della fede.
L’Italia è da tempo secolarizzata e un presidente molto cattolico va bene se questa fede la si tiene per sé e non la si trasferisce nel governo dello Stato e nella supervisione della legislazione.
Per il resto “Viva Mattarella”, con l’invito a scacciare non solo i mercanti ma anche gli adulatori dal tempio.

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