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ROMA 4 Febbraio Feb 2015 1951 04 febbraio 2015

Movimento dei Forconi, verso un nuovo partito politico

Conferenza stampa all'Hotel Nazionale. Il leader Ferro: «Pronti al dialogo con ogni parte politica, siamo delusi dal Movimento 5 stelle».

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Mariano Ferro, leader dei Forconi.

Ora hanno un nome, un simbolo e tante idee, anche se non ancora ben definite. I Forconi, quelli nati per iniziativa del siciliano Mariano Ferro e da anni realtà consolidata nell'isola, provano a rilanciarsi nel nome di quell'unità nazionale mai raggiunta in passato, ma anzi funestata dalla scissione guidata dall'agricoltore Danilo Calvani, che nel 2013 portò alcune migliaia di persone a piazza del Popolo in quella che doveva essere una «marcia su Roma» rivelatasi un flop.
VERSO UN PARTITO POLITICO. Il movimento riparte da Roma e non esclude la nascita di un partito politico, un'alternativa a Beppe Grillo e al suo Movimento 5 Stelle che, dicono, «ci ha profondamente delusi». «Siamo pronti a tutto», ha sottolineato Ferro durante una conferenza stampa indetta all'Hotel Nazionale, a piazza Montecitorio. «Non sappiamo ancora quali saranno le nostre iniziative, ma cercheremo di unire l'Italia, dal Friuli alla Sicilia», ha precisato.
ASSOCIAZIONI DA TUTTA ITALIA. Al tavolo del lussuoso hotel nel cuore della Capitale, alla presenza di Stefania Prestigiacomo, Cinzia Bonfrisco e Giorgia Meloni, si sono alternati rappresentanti di associazioni di ogni parte d'Italia, dai produttori di latte del Veneto ai pastori della Sardegna. «Siamo pronti al dialogo con ogni parte politica», ha sottolineato Ferro, «da Ncd al Pd e al M5S, anche se di loro non si è ancora fatto vivo nessuno».
IL NUOVO SIMBOLO. Cappellini blu in testa e spillette ben ancorate sul bavero di giacche e maglioni, i Forconi svelano il nuovo simbolo che li accompagnerà nella «nuova avventura», come l'ha definita lo stesso Ferro. Il tricolore italiano ha preso il posto del giallorosso della Sicilia, mentre i pochi omini con i forconi in mano diventano centinaia, fino a disegnare i contorni dell'Italia. Tutto sembra pronto, dunque. I racconti dei lavoratori sono quelli di piccoli imprenditori sul lastrico, pressati da debiti e tasse «sempre più insostenibili».
CONTRO L'EUROPA. «Se le regole sono quelle dell'Unione Europea che ci complicano la vita per agevolare chi arriva dall'estero come i cinesi», ha concluso Ferro, «allora noi non ci siamo. Noi siamo qui a difenderci dalla globalizzazione, a bloccare questa macelleria sociale. Contro i costi di produzione dell'estero un imprenditore non può far altro che uscire dalle regole. Speriamo che questo sia l'inizio di una bella storia».

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