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SYRIZA TOUR 4 Febbraio Feb 2015 1325 04 febbraio 2015

Tsipras, maratona attraverso l'Unione europea

Vola a Bruxelles, bacia Juncker, saluta Tusk e abbraccia Schulz: «Compromesso vicino». Ma Berlino lo stoppa.

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da Bruxelles

È stata una vera e propria maratona quella che il 4 febbraio il primo ministro greco Alexis Tsipras ha corso tra i palazzi di Bruxelles.
Dopo il suo viaggio in Italia, il leader di Syriza è arrivato di buon mattino nella capitale europea per incontrare i leader delle istituzioni comunitarie.
CAMICIA E FOTO RICORDO. Senza cravatta, ma con la camicia bianca botton down e il completo blu, Tsipras è entrato alle 9.30 a palazzo Berlaymont, ha abbracciato e baciato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.
Dopo una foto ricordo e un incontro in privato di circa 45 minuti con il capo dell'esecutivo, Tsipras ha attraversato la strada per salutare Donald Tusk.
PRIMO SUMMIT IL 12 FEBBRAIO. L'incontro con il neo presidente del Consiglio europeo è stato il più breve, anche perché più che con il capo dei 28, è con i singoli Stati membri che Tsipras dovrà confrontarsi nel suo primo summit europeo da leader il 12 febbraio.

Schulz gli fa da spalla: «Alexis conti al 100% sul parlamento Ue»

Dal palazzo Justus Lipsius Tsipras è andato dritto a place Luxembourg: al parlamento europeo ha parlato a lungo con il presidente Martin Schulz, che aveva già incontrato ad Atene.
Ed è dopo il colloquio che il leader greco ha spiegato i suoi obiettivi.
«TROVEREMO UN ACCORDO». «Non abbiamo ancora un accordo, ma sono fiducioso che lo troveremo», sono state le sue prime parole.
«Abbiamo la volontà di lavorare per trovare un'intesa reciprocamente accettabile».
Parlando di un «compromise for a common future», Tsipras si è detto pronto «a negoziare», puntualizzando che «il nostro obiettivo è che siano rispettate la sovranità e il mandato che abbiamo ricevuto».
«RISPETTIAMO LE REGOLE». Ma «allo stesso tempo noi rispetteremo le regole», è stata la promessa.
A fargli da spalla Schulz: «Finora sono stati i cittadini a pagare il conto» della crisi in Grecia, «è ora che contribuisca chi ha portato i soldi all'estero» e «Tsipras potrà contare al 100% sul parlamento europeo».

Colloquio «fruttuoso tra Varoufakis e Draghi»

Un appoggio non scontato che Schulz ha spiegato così: «Tsipras viaggia in Europa» per «incontrare i governi e le istituzioni europee» perché «sta combattendo per avere la cooperazione europea, non la separazione della Grecia».
LE PARTI SI STUDIANO. Insomma, una maratona greca attraverso l'Europa che per il leader tedesco del parlamento europeo rappresenta «un segnale molto forte e buono», perché «dopo gli incontri di oggi entrambi le parti stanno cercando una comprensione reciproca».
E a trovare un punto di incontro - non solo con le istituzioni politiche dell'Ue, ma anche con quelle finanziarie - ci sta provando il ministro greco Yanis Varoufakis.
«LA BCE CI SOSTENGA». Dopo aver accompagnato Tsipras nel tour italiano, il 4 febbraio ha preso un altro aereo per volare a Francoforte dal presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi, con il quale ha detto di aver avuto un «colloquio fruttuoso».
«La Bce dovrebbe sostenere le nostre banche, in modo che noi con i nostri titoli di Stato di breve periodo possiamo sopravvivere», aveva già spiegato Varoufakis al settimanale tedesco die Zeit.
TUTTO RISOLTO IN SEI MESI. Secondo il ministro delle Finanze greco questa «non sarebbe una soluzione duratura», perché il governo di Atene conta di aver risolto entro «inizio giugno 2015».
Poi, come aveva già spiegato in un'intervista fatta a dicembre con Lettera43.it, Varoufakis ha ribadito: «Io immagino un piano-Merkel, sull'esempio del piano Marshall», così «la Germania userebbe la sua forza per unire l'Europa».
MA BERLINO FA MURO. Un obiettivo che sarà messo sul tavolo anche durante l'incontro del 5 febbraio con il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble.
Ma che non sarà facile convincere: già prima dell'arrivo di Varoufakis, il portavoce di Schaeuble ha ribadito: «Il taglio del debito per noi non è in questione».

Cancellare il debito di Atene? Per la Commissione è escluso

Syriza sta quindi giocando la sua partita su più fronti, perché come ha spiegato Tsipras: «So molto bene che la storia della Ue è fatta di disaccordi e, alla fine, di compromessi e accordi».
CON JUNCKER C'È SIMPATIA. E per ora, per quanto sembra esserci stata una buona intesa con il premier italiano Renzi, l'incontro con Juncker ha solo messo in evidenza una simpatia reciproca.
Che poco conta se paragonata alle parole pronunciate dal presidente della Commissione europea nelle ultime settimane: «Cancellare il debito della Grecia è escluso. Gli altri Paesi della zona euro non lo accetterebbero», ha detto in un’intervista a Le Figaro.
«LA GRECIA RISPETTI GLI ALTRI». Il presidente lussemburghese è tornato poi a ribadire la linea del collegio dei commissari riunito sulla Grecia: l’Ue «rispetta il suffragio universale, ma la Grecia deve rispettare gli altri, le opinioni pubbliche e i parlamentari del resto dell’Europa».

Parole simili, nonostante i sorrisi e gli abbracci, le aveva pronunciate anche Schulz: «Per un taglio del debito nell’Eurozona non c’è la maggioranza».
SI CERCA SPONDA CON HOLLANDE. La parola d'ordine è quindi: cercare alleati. Per questo Tsipras, dopo la sua mattinata a Bruxelles, è andato a Parigi nella speranza che l'incontro con il presidente francese François Hollande possa giocare in suo favore nella lunga strada che lo separa da Berlino.
Perché come ha scritto in un tweet il giornalista Peter Oliver: «Domani a Berlino sarà dura».

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