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INTERVENTO 5 Febbraio Feb 2015 0635 05 febbraio 2015

Fini: «Rifondazione della destra comincia da An»

Lettera dell'ex presidente della Camera. Che ammette: «Non sono esente da colpe».

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L'ex presidente di Fli ed ex presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Forza Italia nel caos e centrodestra in difficoltà: non ha resistito alla tentazione l'ex presidente della Camera Gianfranco Fini per inserirsi nella discussione politica. E l'ha fatto con una lettera al Corriere della Sera in cui si è assunto anche le responsabilità per il difficile momento delle formazioni a lui più vicine.
SCOMPARSA DELLA DESTRA. «Personalmente non mi considero esente da colpe», ha scritto l'ex presidente di Futuro e libertà per l'Italia (Fli) che ha invitato alla riflessione sulla «scomparsa della destra qual è stata rappresentata da Alleanza nazionale (An)» che lui stesso ha definito «una forza politica che ambiva ad agire con cultura di governo, aliena a demagogie e populismi anche quando si trovava all'opposizione».
NESSUNA ALTERNATIVA AL PD. Secondo Fini, An ha «rifiutato quelle scorciatoie, specie in materia di anti-europeismo e immigrazione, che confinano la destra in una posizione minoritaria» anche se, ha ammesso l'ex presidente della Camera, «possono produrre consenso». Eppure per l'ex di Fli, «non rappresentano una credibile alternativa di governo».
«Renzi», ha continuato Fini, «può essere ancora per lungo tempo il mattatore della scena politica perché oggi la sinistra non ha alternative credibili».
USCIRE DALLA MARGINALITÀ. Ecco perché, secondo l'ex di An, «è patetico cercare di rianimare la destra partendo dal leader, dalle alleanze, dai calcoli sulla legge elettorale»: si tratta, infatti, di «questioni vitali per il ceto politico, ma irrilevanti per milioni di elettori di destra che sono privi di rappresentanza politica».
Per Fini, allora, «per uscire dalla condizione attuale e non vivacchiare in una lunga marginalità, alla destra serve una rifondazione programmatica e culturale che ne definisca l'identità e la fisionomia».
RILANCIARE IL PROGETTO AN. Tuttavia, l'ex alleato di Silvio Berlusconi non ha chiarito il significato di «destra», precisando che «non è agevole fornire una risposta chiara e netta»: «Di certo», ha continuato nella lettera inviata al quotidiano di Via Solferino, «non servono ambigui compromessi sui contenuti né vertici tra ex dirigenti».
Quindi la proposta di rilanciare un progetto concreto: «Coloro che hanno rappresentato An hanno il dovere di provarci, non per riportare indietro le lancette dell'orologio, ma per un rispetto verso una comunità umana e politica». Un modo, insomma, per «ricordare la nascita di quella destra di stampo europeo di cui oggi si sono perse le tracce».

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