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CAOS FORZA ITALIA 5 Febbraio Feb 2015 1040 05 febbraio 2015

Fitto: «Berlusconi è icona e non si mette in discussione»

L'eurodeputato ribelle non molla: «In 40 abbiamo votato contro le riforme. Continueremo la battaglia».

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L'eurodeputato di Forza Italia, Raffaele Fitto.

Non solo azzerare le cariche in Forza Italia, ma pure mettere in discussione le ultime mosse di Silvio Berlusconi.
È un Raffaele Fitto in versione rottamatore quello emerso negli ultimi giorni e che vorrebbe ridare ordine a un partito sempre più nel caos e uscito ridimensionato dall'elezione del capo dello Stato e dalla fine del patto del Nazareno.
B IN DISCUSSIONE. Durante la trasmissione Effetto Notte le notizie in 60 minuti di Roberta Giordano su Radio 24, l'eurodeputato dell'ex Cavaliere ha, infatti, spiegato che «Berlusconi è un'icona e le icone non si mettono in discussione», ma si deve «mettere in discussione tutto ciò che si fa».
IN FI 40 DISSIDENTI. «Siamo in 40, tra deputati e senatori di Forza Italia, a perseguire la nostra battaglia e ad aver votato contro la riforma elettorale e le riforme costituzionali», ha aggiunto Fitto che continua il suo pressing perché nella formazione dell'ex premier si facciano le primarie oppure si indica un congresso per la svolta.
«Chiedo di azzerare di tutti i vertici e mi auguro che Berlusconi prenda una decisione in questo senso», ha spiegato l'ex ministro promettendo che in caso contrario «lo scontro sarà sempre più ampio».
ANALIZZARE GLI ERRORI. Quindi l'ex ministro ha ribadito che non è più possibile «far finta di non vedere ciò che è accaduto»: «Abbiamo sbagliato tutto in questa fase, non abbiamo indovinato un solo passaggio politico e peraltro c'è stato chi ha cercato di far notare gli errori che si compivano».
MALE LA LEGGE ELETTORALE. Il riferimento per Fitto è alla legge elettorale: «Approvarla con quel metodo, con quei tempi e con quel contenuto penso sia stato un suicidio politico rispetto anche ai passaggi successivi», ha argomentato.
«Abbiamo sbagliato a cedere», ha aggiunto l'eurodeputato, «se Renzi ha posto dei diktat e ha modificato in modo unilaterale la legge elettorale e la riforma costituzionale, noi abbiamo sbagliato a non spostare la discussione nel merito».

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