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FASE DELICATA 5 Febbraio Feb 2015 1259 05 febbraio 2015

Frequenze tivù, tensione governo-Forza Italia

Riformulata una proposta su un emendamento: in ballo 50 milioni per Rai e Mediaset.

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Antenne tivù sui tetti.

Tensione in commissione sul dl Milleproroghe.
Il governo ha riformulato un emendamento sulle frequenze tivù in digitale con l'effetto, sostengono fonti di centrodestra, di chiedere 50 milioni a Rai e Mediaset da redistribuire ad altri operatori.
«CONSEGUENZA ROTTURA DEL NAZARENO». «È la conseguenza della rottura del Patto del Nazareno», hano detto le stesse fonti.
L'emendamento all'articolo 3 del decreto legge Milleproroghe, dopo una mattinata di discussione nelle commissioni congiunte Bilancio e Affari Costituzionali della Camera, è stato alla fine accantonato e rinviato alla settimana del 9 febbraio.
La riformulazione del governo, che prima era contrario, è arrivata nella serata del 4 febbraio e riscrive diversi emendamenti parlamentari , rimandando ad un decreto del ministero dello Sviluppo economico per la redistribuzione dei fondi.
Sul caso ha provato a buttare acqua sul fuoco il sottosegretario Antonello Giacomlli: «Posso capire la tensione di questi giorni ma suggerirei di tenersi ai fatti e non agli stati d'animo».
«L'emendamento in questione riporta alla piena titolarità del governo la riforma delle norme relative al canone frequenze che abbiamo annunciato già da agosto 2014, anche con una lettera scritta ad Agcom», ha ricordato il politico toscano.
IN PASSATO MINI ACCORDO. Ma su questo tema, giusto alla fine del 2014, sembrava che Forza Italia e Pd fossero d'accordo.
Secondo un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio le aziende che utilizzano frequenze tivù, come Mediaset, erano ablitate a pagare il 40% dell'importo 2013.
Ma erano i tempi del Nazareno saldo, che ora invece sembra in grande crisi.
CON LEGGE GASPARRI A MEDIASET 53% PUBBLICITÀ TELEVISIVA. Ci sono alcuni dati che fanno riflettere sul tema delle frequenze tivù.
Secondo il portale web barometro.com grazie agli accordi sanciti con il Patto del Nazareno Silvio Berlusconi sarebbe riuscito a non sfiorare gli equilibri sanciti dalla legge Gasparri.
E le condizioni non sono state di poco conto.
Infatti grazie alla normativa voluta dall'attuale vicepresidente del Senato un soggetto come Mediaset, con una audience del 33%, è riuscito a rastrellare il 53% del totale della pubblicità televisiva.
La Rai, invece, con il 39% dell'ascolto raccoglie il 19,4% della raccolta pubblicitaria. E per gli altri editori, come Urbano Cairo che fu l'unico a presentare la domanda per le frequenze tivù ad aprile 2014, rimane davvero poco.

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