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MAMBO 5 Febbraio Feb 2015 1205 05 febbraio 2015

Per trovare l'anti-Renzi il Pd coltivi i suoi giovani

Il premier non ha avversari. I suoi competitor attuali non sono all'altezza.

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Matteo Renzi.

Se lo lasciano in pace, è probabile che dopo l’inevitabile overdose da esposizione mediatica, Sergio Mattarella tornerà alle atmosfere ovattate in cui ha vissuto finora.
Renzi così potrà dominare la scena anche con le bizzarrie di alcune sue collaboratrici, come la ministra Boschi che ha definito il nuovo presidente della Repubblica come un “rottamatore” del passato (è matta?), cosa che detta da una che ammira Fanfani fa abbastanza impressione.
In ogni caso lasciamo a Renzi e alla sue ragazze e ragazzi il compito di stupirci con cose concrete, visto che la fase delle riforme d’immagine forse sta per finire.
MANCA ANCORA UN PROGETTO. Voglio dire che ancora ci aspettiamo quel progetto per l’Italia che possa caratterizzare il governo del giovane premier.
Prima o poi lo tirerà fuori, o saranno i fatti duri dell’economia a costringerlo a pensare e fare.
La difficoltà maggiore ce l’hanno i suoi avversari.
La vera vittoria di Renzi è che i suoi competitor, interni e esterni, cercano, come dicono, l’anti-Renzi. Esperienza vuole che quando una personalità politica segna col suo nome una fase ha già vinto.
Berlusconi ci ha fatto ballare per ventanni. Renzi ci proverà. L’anti-Renzi ora non esiste. A destra c’è solo Salvini che è molto bravo a mettere assieme tutti i dissidenti di quella area, ma sembra sempre inadeguato al ruolo di candidato leader. Forse mi sbaglio, ma l’apparenza è questa. Fitto ha la competenza e la cultura ma difetta di immagine. Alfano vivacchia. La Meloni non ce l’ha fatta perché si è fatta “fregare” in volata da Salvini, che ha avuto più coraggio di lei nel rompere col passato della sua area.
L'ANTI-RENZI NON VERRÀ DALLA POLITICA. Nel Pd l’unico che tiene la testa alta è Bersani. Il vecchio segretario era schiacciato negli anni in cui era il pivot dei dem, in questi mesi di capo discusso e moderato dell’opposizione sta confermando le sue qualità politiche e umane. Ma non sarà lui, neppure ci pensa, l’anti-Renzi.
Stia unito o no il partito, una sinistra ci vuole perché Renzi non la rappresenta tutta. Ma una sinistra non la si fa con vecchi scarponi, si fa con ragazzi allevati fuori dai recinti in cui sono cresciuti gli attuali giovani dirigenti democratici.
Non verrà dalle segreterie di un vecchio leader l’uomo o la donna che dovrà, nel tempo e con calma, sostituire Renzi. Dovrà venire da un’esperienza sociale e culturale, pronto per il tempo in cui l’Italia tornerà chiedere dirigenti culturalmente strutturati, poco affascinati da tweet e tivù, più inclusivi.
Per quest’ultimo aspetto andare a scuola da Mattarella, please.

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