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POLITICA 5 Febbraio Feb 2015 2111 05 febbraio 2015

Renzi ricuce con Alfano, senatori di Sc verso il Pd

Apertura ad altre forze. Cav isolato. Lupi avverte: «Di responsabili si muore».

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Angelino Alfano e Matteo Renzi.

Pace fatta tra Matteo Renzi e Angelino Alfano. Dopo lo scontro sul Quirinale, il premier e il leader del Nuovo centrodestra si sono incontrati e il ministro dell'Interno ha confermato l'impegno al governo, che si appresta ad accogliere nel Pd una schiera di senatori di Scelta civica, isolando sempre di più Forza Italia.
SERRACCHIANI APRE. «Non escludo che tanti parlamentari siano diventati consapevoli della responsabilità che hanno da qui al 2018», ha detto Debora Serracchiani in merito a un allargamento della maggioranza dopo la rottura del patto del Nazareno.
SENATORI DA SC AL PD. Infatti potrebbe essere formalizzato il 6 febbraio un passaggio dei senatori di Scelta civica (tranne Mario Monti) al gruppo del Pd. «Ho molto apprezzato il contributo leale arrivato dai senatori di Sc sia sul cammino delle riforme istituzionali ed economiche sia in occasione della elezione del capo dello Stato», ha detto Renzi. «La condivisione può individuare un approdo comune e un comune cammino per il cambiamento dell'Italia».
ZANETTI FRENA. Ma Enrico Zanetti, deputato di Sc, ha frenato: «Trovarsi dentro ad un Pd guidato in questo modo deve essere difficile, entrarci su chiamata, demenziale. Poi ognuno faccia quel che crede».
LUPI: «DI RESPONSABILI SI MUORE». Il primo a mettere da parte i malumori è stato Alfano e con lui anche i 'falchi' di Ncd come Maurizio Lupi. «Siamo contro le vecchie logiche ma sui contenuti c'è la riconferma del contributo di Ncd nell'azione di governo», sostiene il ministro, soddisfatto per il chiarimento tra il premier e il ministro dell'Interno. Lupi è talmente convinto del ruolo centrale di Ncd che non vede di buon occhio un allargamento della maggioranza, soprattutto al Senato, che apra all'ingresso di singoli parlamentari. «Di responsabili il governo Berlusconi è morto, lo dico da ministro di quel governo e ritengo che abbiano tutti da imparare», afferma categorico ricordando l'epilogo dell'ultimo governo di centrodestra che sfociò nell'esecutivo Monti.
IL GOVERNO 'MINACCIA' FORZA ITALIA. Certo il rinnovato asse Pd-Ncd, se oggi consente di sciogliere i nodi a lungo rinviati dentro la maggioranza sul ddl corruzione, non garantisce il passaggio di riforme, controverse anche nel Pd, come la legge elettorale o il decreto banche su cui Renzi è disposto a mettere anche la fiducia. Per questo, al di là di una 'caccia' a singoli parlamentari, il governo ha cominciato a lanciare messaggi che Forza Italia considera come 'ritorsioni' dopo la rottura del patto del Nazareno. Il 4 febbraio alle 22, a quanto si apprende, il governo ha infatti riformulato l'emendamento 3.52 del Milleproroghe che rinviava al 2016 i contributi per i diritti d'uso delle frequenze digitali, chiedendo a Rai e Mediaset 50 milioni. «È chiaro che Renzi non fa prigionieri», era la lettura che girava tra i berlusconiani. Per ora il tema è stato accantonato ma il messaggio del 'liberi tutti' è arrivato forte e chiaro a Fi. Così come preoccupa la riformulazione del falso in bilancio nel nuovo accordo di maggioranza chiuso dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. E anche il conflitto di interessi, rinviato in commissione alla Camera, potrebbe essere rispolverato a breve.

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