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DIPLOMAZIA 5 Febbraio Feb 2015 1540 05 febbraio 2015

Tsipras: «La Troika è completamente finita»

Schaeuble chiede collaborazione ad Atene. Ma il premier va verso la rottura.

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Tsipras a Bruxelles.

Una rottura che sembra definitiva. Mentre il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis cercava la mediazione a Berlino con l'omologo tedesco Wolfgang Schaeuble, il premier Alexis Tsipras assestava il suo colpo definitivo a Bce, Fmi e Commissione europea. «La Troika è completamente finita», la secchissima frase del primo ministro greco ai componenti del gruppo parlamentare di Syriza (sinistra radicale) riunito ad Atene.
Rispedito al mittente, dunque, l'invito di Schaeuble, che a Varoufakis aveva chiesto di continuare a collaborare con la Troika.
«PUNTO DI RIFERIMENTO IN UE». «In appena una settimana il governo», ha aggiunto Tsipras, «abbiamo dato speranza al popolo greco che ha sofferto molto e identità alla patria, che oggi viene riconosciuta da tutto il mondo. Il nostro Paese è diventato il punto di riferimento positivo in Europa. Il nostro governo rappresenta i valori che sono diventati materia prima. Rappresenta un'Europa dei popoli e della solidarietà».
Atene è tornata ad alzare la voce: «La Grecia non è più il misero partner che ascolta le prediche», ha dichiarato. «Rispetteremo la volontà del popolo greco. Aspettiamo le proposte della Germania dalla quale non abbiamo ancora ascoltato niente di concreto».
«RISPETTEREMO GLI IMPEGNI CON L'UE». Nemmeno la decisione della Bce di non accettare più i titoli di Stato ellenici, maturata nella tarda serata del 4 febbraio, ha scalfito l'orgoglio e la fiducia della Grecia, che aveva diffuso una nota in cui spiegava che la scelta dell'Eurotower non avrebbe avuto alcuna ripercussione sull'economia nazionale.
Su un punto, però, Tsipras è stato chiaro: «Abbiamo un impegno con le regole dell'Unione europea anche se non siamo d'accordo con esse. Ma le rispettiamo e rispetteremo la regola che riguarda i bilanci senza deficit. Ma l'austerità e gli irraggiungibili avanzi primari non costituiscono le regole istitutive dell'Ue».
Quello che è certo è che «dai nostri partner pretendiamo che rispettino la democrazia e la volontà popolare in Grecia e, soprattutto, la decisione del popolo greco di fermare il proseguimento dell'errore in questo Paese».

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