Corrado Passera Ministro 150206105228
POLITICA 6 Febbraio Feb 2015 1139 06 febbraio 2015

Italia Unica, il partito dei riciclati

Orfani di Giannino. Specialisti del cambio di casacca. Da Versace fino a Mura. Passera raduna orde di «ex» in cerca di un approdo. Alla faccia dell'innovazione.

  • ...

Corrado Passera, ex ministro dello Sviluppo nel governo Monti.

Italia Unica o Italia Riciclata? Con una jella da Guinness dei primati, l’ex ministro montiano Corrado Passera ha presentato il suo nuovo partito proprio il giorno di Sergio Mattarella al Quirinale, che è come un po’ come invitare gli amici alla partitella del figlio mentre c’è la finale di Champions League.
E quindi il grande evento, che l’ex banchiere prepara e annuncia da mesi, non è che abbia avuto molta eco, anzi molto poca, diciamo pure che non se n’è accorto nessuno.
Eppure il partito di Passera promette cure mirabolanti: «Cinque mila euro all’anno per ciascun figlio sotto i cinque anni», «dimezzare le tasse sul lavoro», «restituire il 50% dell’Iva a chi paga col bancomat», «1.000 miliardi di investimenti in ricerca, infrastrutture e innovazione».
CI SONO GLI EX IDV MURA ED EVANGELISTI. Di innovazione, però, nel partito di Passera non sembra essercene moltissima. Nella direzione nazionale di Italia Unica, oltre alla moglie Giovanna Salza («Mamma, manager, amo il mio lavoro, la mia famiglia, ma anche il teatro, i viaggi, l’Africa»), troviamo una serie di riciclati della politica.
Due arrivano dalle macerie dell’Italia dei Valori, e cioè Silvana Mura, ex tesoriera dell’Idv (partito che, riguardo al suo “tesoro”, ha avuto pure qualche grana) e l’ex deputato Fabio Evangelisti, alla sua terza piroetta: prima era dei Ds, poi Idv e ora Passera.
BUSSOLETTI, DA GIANNINO A PASSERA. C’è pure Santo Versace, eletto alla Camera col Pdl, da cui poi esce per entrare nell’Api di Rutelli, da cui poi esce per entrare in quel che resta di Fare per fermare il declino, fino a Italia Unica di Passera: un cambio vertiginoso di casacche, ma come stilista è avvantaggiato.
Poi, sempre nella direzione nazionale, troviamo Renzo Tondo, ex Pdl ed ex presidente del Friuli Venezia Giulia, e anche Diego Bottacin, consigliere regionale in Veneto eletto col Pd.
Tra i “Membri dell’Assemblea fondativa di Italia Unica” altri personaggi sempre in cerca di autore. Ecco Simone Crolla, ex deputato Pdl, ed ecco Ezio Bussoletti, ex Fare per fermare il declino. Molti arrivano dall’ex partitino di Oscar Giannino, finito in decomposizione. Altri invece da Italia Futura, il partito mai nato di Luca di Montezemolo.

Anche Battaglia, Baldassarri e Follini ci fanno un pensierino

Uno dei post sulla pagina Facebook di Corrado Passera: i commenti non sono lusinghieri.

Ma al congresso fondativo di Italia Unica c’erano altri veterani della politica forse pronti a riciclarsi con l’ex amministratore delegato di Intesa San Paolo. Un olimpionico del cambio di partiti come Mario Mauro (che è trasmigrato, nel giro di un anno, in Pdl, Scelta Civica e Popolari per l’Italia), l’ex senatore Pd e poi montezemoliano Nicola Rossi, il consigliere comunale di Sel e attivista dei diritti omosessuali Imma Battaglia, a fianco dell’ex Dc demitiano Pellegrino Capaldo, l’ex parlamentare Pdl e poi Fli Mario Baldassarri, e quindi Marco Follini, già Udc, poi Pd, ora attratto da Passera.
Saranno state le formule affascinanti, forse un po’ troppo da direzione marketing aziendale (anche presentarsi su Twitter così: «Papà di Sofia, Luigi, Luce e Giovanni. Marito di Giovanna. Amante dell'Italia»), ad attirare tutti questi ex in cerca di novi approdi.
SU FACEBOOK SBERLEFFI E POCO ALTRO. Passera dispensa queste pillole tra il libro (Io Siamo) e gli slogan del partito, cose come: «L’Italia ha bisogno di fiducia e speranza, che si costruiscono solo col coraggio della verità»; «il sogno è il progetto di ciò che vogliamo diventare».
Lo sforzo – anche economico, immaginiamo – c’è sicuramente. La pagina sponsorizzata su Facebook - cioè comprata dall’ex banchiere –, però, presenta qualche problema. Pur avendo 58 mila follower, i post sono poco commentati e, quando lo sono, lo sono in maniera poco gradevole per Passera e consorte. A dire il vero, una raccolta di sberleffi e insulti a valanga.
Per dire: quando Passera annuncia «alle 19.30 sarò in diretta su Sky Tg24», rispondono in nove. E sul seguente registro: «Bene, così cambio canale...», «Ma dove vuoi andare...», «Chi se ne importa??». Peggio ancora, e molto peggio, si trovava sul post che annunciava la nascita del partito, ora non più visibile, forse tolto per i troppi insolenti.
«PASSERA? PASSERÀ ANCHE LUI». E quando annuncia che «firmare le nostre proposte mobilitanti su ‪#‎Famiglia e ‪#‎Fisco significa ridare voce a chi oggi non viene ascoltato dalla politica», altra sassaiola di commenti duri: «Dopo averci distrutto con Monti ci vuole ancora riprovare???...che coraggio!!», «Ma uno che faceva il ministro a Monti, ma mi faccia il piacere», e via così.
È che Passera è un ex banchiere, categoria odiata dagli italiani. E poi è stato un ministro importante del governo Monti, diciamo non proprio amatissimo nei ricordi dei cittadini. Il commento più elegante che si prende sui social è un gioco di parole: «Passera? Passerà anche lui».
Ma è la gogna normale di un politico quando si trova a faccia a faccia con la gente, è così per tutti. I riciclati e i candidati al riciclo politico accorsi alla sua convention possono testimoniare.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso