Cecile Kyenge 140812160532
POLEMICA 6 Febbraio Feb 2015 1552 06 febbraio 2015

Offese a Kyenge, Calderoli 'assolto': è polemica

Il leghista 'graziato' dalla giunta del Senato per gli insulti. Lei: «Triste che Pd lo difenda». Ma il partito rassicura.

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Cécile Kyenge.

Dopo la decisione della giunta sono arrivate la parole, dense di amarezza, della diretta interessata.
La vicenda riguarda Roberto Calderoli e Cécile Kyenge per gli attacchi verbali del leghista all'ex ministro per l'Integrazione.
Il senatore del Carroccio secondo la giunta delle elezioni del Senato non potrà essere perseguito per istigazione al razzismo e diffamazione, come aveva chiesto il M5s.
E la Kyenge ha si è sfogata sulle pagine di Repubblica.
«ARGOMENTO MAL CONOSCIUTO». Il politico di origini congolesi ha spiegato che se i senatori del Pd in commissione si sono espressi contro l'autorizzazione, «evidentemente quest'argomento è mal conosciuto da parte di tanti. Se poi l'abbiano fatto con calcoli elettorali troverei la cosa ancora più grave».
«Ma io vado avanti, adesso dovrà esprimersi l'aula, spero che questo sia stato solo un incidente di percorso. Se una persona che rappresenta le istituzioni può insultare chiunque mi chiedo: chi protegge i deboli in questo Paese? Si sta creando un precedente molto pericoloso», ha detto l'ex ministro.
«SONO TRISTE». Appresa la notizia della non perseguibilità «sono stata sorpresa. Poi triste. Non per me. Vorrei uscire da questa logica perché non stiamo valutando Calderoli come persona. Io lui l'ho perdonato».
Infine una conclusione molto amara: È come se quell'insulto fosse stato fatto a un Paese intero per la seconda volta. Mi rammarica la mancanza di coraggio della classe politica e delle istituzioni».
PD PRONTO A ROVESCIARE VOTO IN AULA. Ma da ambienti del Pd del Senato si è appreso che i vertici del gruppo, pur comprendendo le motivazioni strettamente tecniche e giuridiche che hanno indotto alcuni senatori del partito, componenti della giunta delle immunità a votare contro la relazione presentata il 4 febbraio, sarebbero orientati a rovesciare quel voto in aula dove, come previsto dal regolamento, la questione verrà affrontata entro il mese di marzo.

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