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INTERVENTO 7 Febbraio Feb 2015 1737 07 febbraio 2015

Expo, Renzi a Milano: «Un'occasione per l'Italia»

Il premier: «Nessuno ci fermerà: 2015 anno felix». Il papa: «L'economia uccide».

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Matteo Renzi.

Se l'Italia fa il suo mestiere, «possiamo competere con tutti». È questo il messaggio col quale Matteo Renzi ha inaugurato l'atteso discorso all'Hangar Bicocca di Milano, dove il premier ha presenziato all'appuntamento organizzato dal ministero delle Politiche 'Le idee di Expo'.
«DA SCANDALO A IDENTITÀ». «Fino a poco tempo fa», ha sottolineato Renzi, «l'associazione di idee per l'Expo era «scandalo». Ora non più, ma «non basta, non ci accontentiamo di aver cancellato la parola scandalo. Se siamo bravi nei giorni che mancano, trasformiamo la parola chiave di Expo in identità». L'evento sarà, infatti, «la cartina di tornasole delle ambizioni dell'Italia».
«UN'OCCASIONE PER TUTTO IL PAESE». L'Expo «non è solo un evento, non siamo un catering, una mera organizzazione di eventi». L'Italia, ha sottolineato il presidente del Consiglio, «è leader non solo nell'agroalimentare, ma nell'innovazione tecnologica. Se non siamo rannicchiati può essere una grande occasione e un volano per l'identità italiana».
«IL 2015 UN ANNO FELIX». Il 2015, in ogni caso, sarà per l'Italia «un anno felix, straordinariamente fertile. Ci sono tutte le condizioni esterne per tornare a correre». Citando la flessibilità Ue, il piano Juncker, le misure Bce, il calo dell'euro e del petrolio, Renzi ha ribadito il concetto: «Se l'Italia fa l'Italia per bene non ce n'è per nessuno nel mondo».
«PRONTI A FERMARE I CONTESTATORI». Infine, un avvertimento a chi minaccia di far saltare l'1 maggio l'opera che aprirà l'esposizione universale: «Se c'è una qualche minoranza che pensa di poter bloccare la Turandot noi siamo pronti a tutto, anche a misure normative per non cominciare con una figuraccia internazionale». Insomma. è possibile che per il primo maggio i dipendenti della Scala siano precettati per l'inaugurazione «con una grande opera italiana, la Turandot, alla presenza del presidente della Repubblica a cui rivolgo il vostro e il mio più deferente saluto e l'augurio di buon lavoro per questi sette anni».

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