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POLITICA 8 Febbraio Feb 2015 1200 08 febbraio 2015

Silvio Berlusconi: «Sì alle riforme ma torniamo all'opposizione»

Il leader di Forza Italia: «Possiamo lavorare per costruire un forte e compatto centrodestra». 

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Silvio Berlusconi.

Ha rotto il silenzio e ha attaccato.
Ha parlato di un rischio di deriva autoritaria.
E soprattutto ha puntato il dito contro chi non ha rispettato i patti: il Partito democratico.
Silvio Berlusconi non ci sta a passare per colui che potrebbe mettere a rischio la stabilità del Paese.
E cogliendo l'occasione di un'iniziativa promossa l'8 febbraio a Roma da Gianfranco Rotondi, il leader di Forza Italia ha affermato: «Daremo sempre il nostro voto alle proposte della sinistra che riterremo utili al Paese», ma «riprenderemo il nostro ruolo di oppositori a 360 gradi».
IL PESO DEL NAZARENO. E ha ribadito: «Ci siamo sgravati di un peso e possiamo tornare a lavorare per costruire un forte e compatto centrodestra. Non accetteremo più quanto fino a oggi abbiamo accettato».
Poi ha strizzato l'occhio alla pancia dell'anti-politica: «Ho avuto una brutta impressione del nostro parlamento in occasione dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Ho visto mille persone applaudire ogni frase, tutti felici e contenti e mi hanno dato l'impressione di appartenere a una casta privilegiata che concretizzava il distacco profondo con la gente».
I BROGLI ELETTORALI. Silvio Berlusconi è tornato quindi a un suo antico refrain: i brogli elettorali.
«Questo è il terzo governo non eletto dal popolo, guidato da un presidente del Consiglio che non ha preso nessun voto, con una maggioranza che è il frutto di un'elezione, quella del febbraio 2013, in cui il distacco tra noi e loro è stato solo dello 0,37%. In quella occasione non siamo stati capaci, per demerito nostro, di apprestare le difese del nostro voto di fronte alla professionalità di una sinistra che pratica lo spoglio delle schede in un certo modo da decenni. E il risultato vero di quel voto non lo sapremo mai. Però, dentro di noi sappiamo che quel risultato è stato diverso».

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