Grecia 150208194311
TRATTATIVE 8 Febbraio Feb 2015 1941 08 febbraio 2015

Tsipras sfida l'Ue: «Rispetterò il mio programma»

Atene non arretra. «Avanti con gli impegni elettorali». Varoufakis: «Anche l'Italia rischia il crac». Padoan smentisce. Spettro Grexit al G20 di Istanbul.

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Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras in parlamento.

La sfida all'Unione europea non arretra di un centimetro.
Lo ha ribadito il primo ministro greco Alexi Tsipras nel suo discorso programmatico al parlamento di Atene.
«Mi impegno a rispettare in pieno il programma del partito con cui ho vinto le elezioni», è stata la sua scommessa nonostante Berlino lo avesse invitato a rinunciare a certe promesse fatte ai cittadini.
«VOGLIAMO PAGARE». Tsipras ha spiegato che «la Grecia vuole pagare il suo debito, ma vuole raggiungere un'intesa comune con i partner per l'interesse di tutti: il problema del debito greco non è economico, ma politico».
Quel che è certo è che la Troika ormai non può più funzionare: «Il Memorandum ha fallito da solo. Il nostro governo non deve chiedere il suo prolungamento. Chiede un nuovo accordo-ponte sino a giugno per rinegoziare il suo debito. La Grecia vuole un accordo sostenibile con i partner e, a essere sincero, sono sicuro lo raggiungeremo».
RIDUZIONE DEGLI SPRECHI. Le misure che il governo è pronto ad attuare per ridurre gli sprechi sono la riorganizzazione da zero della tivù pubblica, la vendita di 800 auto blu, il taglio dei costi.
Il problema, ora, è capire come reagiranno le istituzioni comunitarie.
Roma e Parigi si sono fatte da parte cedendo la leadership nelle trattative ad Angela Merkel.
FRECCIATA ALL'ITALIA. E così Atene ha mandato una frecciata al governo Renzi. «Funzionari italiani mi hanno detto che non possono dire la verità. Anche l'Italia è a rischio bancarotta, ma teme ritorsioni da parte della Germania», ha detto il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis dopo il tour europeo che l'ha portato anche a Roma.
Parole pesanti che rompono decisamente con lo stile 'felpato' che di solito domina gli scambi fra i ministri europei, e che ben testimoniano la delusione di Atene per la mancanza di solidarietà da parte dei Paesi, Italia e Francia in testa, che in effetti dello stop all'austerity avevano fatto la propria bandiera.
PADOAN SMENTISCE ATENE. Secca anche la replica del ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan: «Il nostro debito è sostenibile, le parole di Varoufakis sono fuori luogo».

Ultimatum della Bce e agenzie di rating in agitazione

Angela Merkel e Mario Draghi.

Atene vorrebbe far uscire allo scoperto in particolare i socialisti europei, che si sono intestati lo stop all'austerity, ma di fatto - o almeno così dice la Merkel - sono con lei nella trattativa con la Grecia.
Proprio per questo Tsipras, il neo-premier, ribadisce che gli impegni elettorali che l'Europa vorrebbe rinnegati saranno invece rispettati.
«Non riceveremo più ordini via email». I nodi potrebbero venire al pettine all'Eurogruppo convocato d'urgenza per l'11 febbraio, alla vigilia del Consiglio dei capi di Stato e di governo a Bruxelles, con la Bce che ha dato praticamente un ultimatum tagliando i prestiti diretti alle banche elleniche.
SPETTRO GREXIT. Ma il tema della Grecia, con le agenzie di rating che agitano lo spettro di un default, fa breccia già al vertice turco dei ministri finanziari e governatori di lunedì e martedì.
Il rischio 'Grexit', con la sua carica d'instabilità che mette in forse i progressi europei ottenuti con il quantitative easing di Draghi, non piace per niente a Washington.
ARRIVANO GLI USA. Il segretario del tesoro Usa Jack Lew, a Istanbul, potrebbe vestire i panni del genitore che riprende i 'bambini' europei chiedendo loro una maggiore cooperazione sulla Grecia.
Alla Casa Bianca non è piaciuta affatto l'apertura di Mosca ad Atene sul fronte finanziario. «Incoraggeremo le due parti a trovare un percorso comune. È importante che la Grecia e l'Ue lavorino insieme», dice un funzionario americano senior anticipando i colloqui del G20.
LONDRA CONTRO LO STALLO. E anche Londra torna a farsi sentire, con il ministro delle Finanze George Osborne che punta il dito sulla stallo nei negoziati europei con Atene a causa del quale Londra starebbe preparando un piano di contingenza e a Istanbul «incoraggerà i partner a risolvere la crisi».
Mario Draghi, il presidente della Bce, incontrerà Lew: non è escluso che a Istanbul, geograficamente vicina ma paradossalmente distantissima politicamente da Atene, comincino a tracciarsi i contorni della strategia per salvare la Grecia e l'euro a 19.
Con, sullo sfondo, il tema caro agli Usa di un rilancio della domanda globale.

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