Paolo Grimoldi 150209172621
INTERVISTA 9 Febbraio Feb 2015 1900 09 febbraio 2015

Grimoldi, braccio destro di Salvini: «Vi spiego chi è»

Grimoldi, uomo di fiducia di Salvini, a L43. «Spero che il Cav non cambi idea». Giovani padani, ''fughe'' in Corea, felpe e scritte sui muri: tutti i segreti di Matteo.

  • ...

Se c'è un uomo che oggi può dire di essere il vero braccio destro del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, di conoscerlo bene fin dai tempi del Movimento giovani padani, di averne seguito e favorito l'ascesa nel partito, in Europa e a livello nazionale, quando ancora nessuno ci credeva, quell'uomo è l'onorevole Paolo Grimoldi.
«RINCOGLIONITI IN FORZA ITALIA». «Speriamo che Berlusconi non cambi di nuovo idea, soprattutto per il suo bene», ha detto a proposito della cena di Arcore, possibile punto di ripartenza per un'alleanza tra la Lega e Forza Italia: accordi ancora non ce ne sono, colloqui sì.
«Di recente non ne ha azzeccata una. Evidentemente quelli che hanno gestito la partita in Forza Italia negli ultimi mesi sono dei rincoglioniti. Oppure sono in malafede».
COMPAGNI DI STRADA E DI 'EVASIONI'. Deputato, coordinatore federale dei Giovani del Carroccio dal 2002 al 2011, Grimoldi ha raccontato a Lettera43.it la storia del leader leghista visto da vicino.
Da quando andavano insieme a scrivere sui muri delle autostrade 'Vota Lega Nord' all'elezione di Salvini nel Consiglio federale della Lega.
Dalle manifestazioni non autorizzate al parlamento europeo alla 'verità' sulle celebri felpe, fino al viaggio in Corea del Nord: «Non potevamo andare in giro liberamente, i delegati del governo ci tenevano sempre d'occhio. Allora un giorno abbiamo pensato di evadere dall'albergo».

L'on. Paolo Grimoldi. © Imagoeconomica


DOMANDA. Grimoldi, come commenta l'incontro ad Arcore tra Salvini e Berlusconi?
RISPOSTA. Spero che Berlusconi si sia accorto che è stato consigliato male nella scelta del Patto del Nazareno.
D. Salvini, invece, è con lei che si consiglia?
R.
Lo conosco da una vita. Ci siamo incontrati nel Movimento giovani padani, lui faceva il coordinatore provinciale di Milano, io di Monza e Brianza.
D. Semplice militanza?
R.
No, un rapporto continuo nel tempo. Matteo è sempre rimasto collegato con il Movimento giovanile, anche quando è andato a ricoprire incarichi nella Lega vera e propria. Siamo stati noi a portarlo in Consiglio federale.
D. Noi chi?
R. Nel 2002 il Movimento giovani padani aveva deciso di entrare nel Consiglio federale della Lega, il massimo organo decisionale del partito. All'epoca lo statuto non prevedeva la rappresentanza dei giovani. Allora con Salvini ci siamo messi d'accordo per prendere un membro a suon di voti.
D. Come avete fatto?
R. I membri del Consiglio vengono eletti dal Congresso federale della Lega Nord: noi giovani padani abbiamo votato per Matteo Salvini e siamo riusciti a farlo eleggere. In questo modo abbiamo dimostrato di avere i numeri, un peso specifico che doveva avere voce in capitolo. E così anch'io sono entrato nel Consiglio federale, come rappresentante dei giovani.
D. Una svolta politica?
R. Con quel Congresso è cambiata la nostra storia. Matteo da lì ha avuto prima la gestione di Radio Padania e poi la candidatura alle elezioni europee del 2004.
D. Anche in quel caso vi siete dati da fare?
R.
All'epoca, quando Matteo Salvini non era ancora conosciutissimo, il Movimento giovanile ha dato il sangue per riuscire a farlo eleggere al parlamento europeo. E ce l'abbiamo fatta. Lo dico con sommo orgoglio, perché alle europee del 2004 la Lega non eleggeva 15 parlamentari, al massimo tre o quattro. Riuscire a eleggerne uno significava saper fare politica, rappresentare una fetta importante di tutta la Lega.
D. A posteriori qual è stato il fattore decisivo?
R. Abbiamo sfruttato una cosa che tutti conoscono, ma che in politica pochi utilizzano. La tendenza dei giovani a fare aggregazione, a volersi divertire, il fatto di avere tanto entusiasmo che - se ben canalizzato - in termini politici paga moltissimo. Noi abbiamo creato il Movimento giovani padani e per certi versi non ci siamo nemmeno resi conto di cosa stessimo facendo. Il risultato è che quel Movimento giovanile è diventato la Lega.
D. Al di là della politica, come descriverebbe Matteo Salvini nella vita privata?
R. È sopratutto simpatico. Con lui si ride, ci si diverte. La cosa più divertente che ricordo è quando andavamo a fare le scritte.
D. Le scritte?
R.
Andavamo insieme a scrivere sui muri delle autostrade 'Vota Lega Nord'. Ovviamente cercavamo di non farci vedere dalla polizia. Lui però aveva sempre questo piglio molto simpatico, per cui sembrava quasi che stessimo facendo un gioco.
D. Anche in Europa ha mantenuto lo stesso spirito?
R. Ricordo quando siamo andati a manifestare come giovani padani all'Europarlamento. Salvini era già stato eletto. Ci avevano obbligati a fare la manifestazione all'esterno del palazzo. Allora noi, d'accordo con Salvini, abbiamo caricato tutti gli striscioni e i manifesti dentro la sua macchina. Abbiamo fatto il nostro presidio fuori dall'Europarlamento e poi una volta dentro non abbiamo fatto altro che andare nel garage, prendere tutto dal bagagliaio e fare la manifestazione all'interno del palazzo.
D. Ci sono state delle conseguenze?
R. Siamo riusciti nel nostro blitz. L'Europarlamento ha deciso di cambiare il suo regolamento di sicurezza interno, per la prima e unica volta nella sua storia istituzionale.
D. Lei e Salvini avete anche abitato insieme. Conferma?
R. Sì, ho fatto un anno di convivenza more uxorio con Salvini (ride, ndr).
D. In che circostanza?
R. Quando è stato deputato a Roma, dal 2008 al 2009. Io dormivo con lui in albergo. Devo dire che in quell'occasione mi ha insegnato innanzitutto a risparmiare circa il 70% sulle tariffe degli alberghi.
D. Cioè scusi?
R. A costo di cambiare albergo tutti i giorni, andava su internet a cercare la camera più conveniente. Io per pigrizia sarei andato sempre nello stesso posto, ma così la tariffa rimaneva fissa. Invece, dormendo un giorno a Trastevere, un giorno al quartiere Monti, un altro giorno vicino alla stazione Termini, siamo riusciti a risparmiare un bel po' di soldi. È una particolarità di Matteo Salvini.
D. Una volta trovato l'albergo, la convivenza come procedeva?
R. In modo abbastanza impegnativo. Salvini la mattina si alza presto: alle sei e mezza era già operativo, era in collegamento radio, parlava con i giornalisti. Io al mattino ho bisogno di carburare, finché non bevo il caffè non sono sveglio del tutto. Lui invece non faceva in tempo a uscire dalla doccia che già era al lavoro.
D. E poi, finito di lavorare?
R. Ecco, una cosa che pochi sanno di Matteo Salvini è che lui legge moltissimo. Tutte le sere.
D. Cosa legge?
R. I giornali li guarda poco, legge libri. Tutte le sere prima di dormire, mentro io guardavo la tivù, lui leggeva. Anche in volo: ho fatto un anno avanti e indietro, da Roma a Milano e viceversa, in aereo con lui. Se per caso non si era ricordato il libro passavamo a comprarlo in libreria, perché lui doveva per forza leggere in aereo.
D. A proposito di viaggi: siete stati insieme anche in Corea del Nord?
R. Sì. È stato un viaggio di divertimento.
D. In che senso?
R. La Corea del Nord è un Paese un po' particolare. Non potevamo andare in giro liberamente, i delegati del governo ci tenevano sempre d'occhio. Allora un giorno, per provare a capire bene la cultura locale, abbiamo pensato di evadere dall'albergo.
D. Siete evasi?
R. Sì, siamo riusciti a 'scappare', diciamo. Siamo andati in giro per mezza giornata a Pyongyang, con i delegati del governo che ci cercavano disperatamente!
D. E dove siete stati?
R. In un parco divertimenti, in un parco giochi per bambini, abbiamo cercato un ristorante. Alla fine siamo perfino riusciti a comprare qualcosa da mangiare da una bancarella, dopo 20 minuti di contrattazione perché avevamo qualche piccolo problema con la lingua, come può immaginare. Ancora oggi non sappiamo bene che cosa fosse. Però ecco: ci siamo divertiti. I giornali hanno fatto un racconto noioso, polemico. La verità è che ci siamo tolti una curiosità di carattere culturale, ma siccome siamo giovani dentro, ci siamo soprattutto divertiti.
D. Come hanno fatto poi i delegati del governo a ritrovarvi?
R.
Siamo tornati noi in albergo. Loro non hanno detto una parola e noi li abbiamo salutati con un bel sorriso.
D. Un'ultima domanda: dova si fa fare le felpe Matteo Salvini?
R.
Qui vorrei sfatare un mito. Le felpe, in realtà, sono fatte da moltissime persone diverse. La verità è che Matteo Salvini le felpe non le ha mai fatte, gli vengono regalate. Lui semplicemente le indossa, la differenza è questa. È una libera iniziativa dei territori, il cui unico limite è la fantasia.

Correlati

Potresti esserti perso