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POLITICA 9 Febbraio Feb 2015 0630 09 febbraio 2015

Italicum, Renzi a Berlusconi: «La riforma elettorale non cambia»

Niente nuovo incontro col Cav. Alla Camera voto sulla legge costituzionale.

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Il premier Matteo Renzi.

Sull'Italicum il premier Matteo Renzi non ha intenzione di scendere a ulteriori compromessi con Forza Italia.
Il segretario del Partito democratico, infatti, ha già concesso l'ok sulla quota di nominati in parlamento - scelta non gradita dalla minoranza dem - e non vuole fare altre modifiche alla riforma. Tanto che lo stesso presidente del Consiglio, come ha fatto sapere il quotidiano La Repubblica, ha escluso un nuovo vertice con Silvio Berlusconi. «La legge elettorale ormai è fatta», ha spiegato Renzi che ha precisato come anche la riforma costituzionale «è avviata».
BOSCHI: «ANDIAMO AVANTI». Sulla stessa linea anche il ministro delle Riforme Elena Maria Boschi che dalle pagine de La Stampa ha chiarito che «non si torna indietro», perché il testo licenziato dal Senato è «buono ed efficace». E se Forza Italia non vorrà restare al fianco del Pd - «Le critiche mi fanno sorridere, perché hanno contribuito a scrivere le riforme», ha detto la rappresentante dell'esecutivo sugli attacchi del partito del Cav - non c'è problema, perché per Boschi, il governo «ha i numeri per andare avanti».
ADDIO AL NAZARENO. Insomma, il Patto del Nazareno sembra definitivamente superato, anche perché quell'intesa, secondo i vertici del Pd ha esaurito il suo compito, incardinando le riforme che sono destinate a essere approvate a breve.
Il sentimento, d'altra parte, è condiviso da Forza Italia, tanto che per l'ex Cavaliere il suo partito si è «sgravato di un peso».

Riforma costituzionale a tappe forzate

L'aula della Camera.

Intanto lunedì 9 febbraio, la Camera torna a discutere della legge costituzionale: il calendario è serrato, perché l'obiettivo è ottenere il via libera entro sabato 14 febbraio.
Proprio la riforma della Costituzione è, per Renzi, un test per verificare l'atteggiamento di Forza Italia dopo che Berlusconi ha promesso di «tornare all'opposizione» per precisando di voler «dare il voto alle proposte della sinistra ritenute utili per il Paese».
OK CAPILISTA BLOCCATI. Nonostante l'allontanamento dall'ex Cavaliere, il premier ha confermato di non voler eliminare i capilista bloccati: «Toglierli significherebbe mettere tutte preferenze», ha fatto sapere l'ex rottamatore, «ne verrebbe fuori un sistema meno equilibrato». Secondo Renzi, infatti, il modello da seguire è quello della Germania, dove «la legge stabilisce al 50% liste bloccate e il resto con i collegi».
Quindi il premier ha ribadito: «Non intendo riaprire la discussione sull'Italicum». Anche perché, per il segretario del Pd, «la riforma è andata a buon fine».
RENZI PREOCCUPATO. Tuttavia, a preoccupare Renzi non è certo la legge elettorale: quando Berlusconi dichiara che il Patto del Nazareno è concluso non si riferisce alla quota dei 100 deputati bloccati. Il rischio è che Forza Italia voglia intralciare il percorso della riforma costituzionale. Ecco perché la discussione che si apre alla Camera può chiarire le reali intenzioni dell'ex Cavaliere: solo in Aula si capirà se lo strappo dell'ex premier è concreto oppure si è trattato solo di semplici minacce.

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