Ruby Berlusconi 141016125551
PROCESSO 9 Febbraio Feb 2015 1502 09 febbraio 2015

Ruby bis, i giudici: «Prove univoche sulla prostituzione ad Arcore»

Depositate le motivazioni della sentenza. «Denaro in cambio di prestazioni sessuali. Minetti aveva mansioni organizzative».

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Non c'è alcun dubbio che Ruby ebbe rapporti sessuali con Silvio Berlusconi.
Nelle motivazioni depositate il 9 febbraio dalla Corte d'appello si legge infatti che si è dimostrato «inequivocabilmente che Karima El Mahroug aveva trovato il modo di realizzare il suo sogno di vivere nel lusso (...), svolgendo l'attività di prostituta o di 'escort'. La stessa attività» che la giovane marocchina «ha svolto anche con Silvio Berlusconi». «Inequivoco e incontestato è poi il fatto che Ruby ricevesse soldi da Berlusconi, prima in corrispettivo delle prestazioni ottenute, poi per comperare il suo silenzio», si legge ancora.
I giudici del processo d'appello per il caso Ruby 'bis' hanno stabilito quindi che si sono incontrati «una confluenza di elementi di prova (..) assolutamente compatti e di univoco significato» sul «carattere remunerativo delle prestazioni, che in vario modo le ospiti» ad Arcore «offrivano a Berlusconi, e della natura di tali prestazioni».
PENE RIDOTTE IN PRIMO GRADO. La terza Corte d'Appello di Milano, presieduta da Arturo Soprano, il 13 novembre aveva ridotto le pene inflitte in primo grado e condannato Emilio Fede a 4 anni e 10 mesi, Nicole Minetti a 3 anni e Lele Mora, che per aver rinunciato ai motivi di appello si è visto riconosciuta la continuazione con i 4 anni e 3 mesi patteggiati per la bancarotta della L&M management, a 6 anni e un mese di carcere. I tre sono imputati per la vicenda Ruby, la giovane marocchina al centro di un giro di prostituzione a Villa San Martino, e per la quale Berlusconi è stato assolto in secondo grado dalle accuse di concussione e prostituzione minorile.
BUSTE CON BANCONOTE DA 500 EURO. Secondo le motivazioni depositate in mattinata, «il rituale» del bunga bunga che andava in scena durante le serate nella residenza milanese dell'ex premier «prevedeva una sorta di immancabile congedo tra le partecipanti alle feste» in cui «il padrone di casa (...) elargiva somme di denaro di vario importo, consegnate attraverso una busta, ove erano riposte banconote del taglio di euro 500», con «modalità ripetitiva e costante, sino a rappresentare una sorta di copione conosciuto e collaudato».
«STILE DI VITA SPREGIUDICATO». Nelle motivazioni depositate si legge che «il linguaggio, talora sboccato e disinibito, sintomatico di uno stile di vita spregiudicato e disinvolto» da parte delle ospiti ad Arcore «non lascia spazio a dubbi di sorta: la partecipazione alle serate, con tutto ciò che comportava al fine di divertire e sollecitare l'eccitazione sessuale del padrone di casa» e cioè Berlusconi, «erano il 'servizio' reso per conseguire denaro e altre utilità, e che solo a queste condizioni e a questo scopo veniva reso».
«MINETTI ALIMENTAVA IL GIRO DI PROSTITUZIONE». Secondo i giudici inoltre, Minetti, l'ex consigliera regionale imputata per il caso Ruby, «non è sul piano di tutte le altre» ospiti ad Arcore: «Partecipa alle serate ma non necessariamente pretende o si aspetta una ricompensa (...). Il suo ruolo si qualifica diversamente, dovendo con gli altri imputati, contribuire ad alimentare e mantenere il circuito prostitutivo, con mansioni di tipo essenzialmente organizzativo».

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