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CENTRODESTRA 9 Febbraio Feb 2015 1451 09 febbraio 2015

Salvini da Berlusconi, prove d'intesa anti-Renzi

Cena tra i due leader ad Arcore: accordo per le Regionali e patto per un'opposizione dura al governo.

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Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

Una cena per fare fronte comune. E mettere a punto la strategia per arginare lo strapotere di Matteo Renzi.
L'incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, la sera dell'8 febbraio ad Arcore, ha rilanciato l'asse del centrodestra, formalmente in vista delle prossime elezioni regionali. In realtà, i due leader hanno deciso di comune accordo di portare avanti un ostruzionismo a oltranza nei confronti del governo.
INSIEME ALLE REGIONALI. Il primo punto d'incontro, in ogni caso, è proprio l’intenzione di correre assieme alle prossime regionali di maggio, in Veneto e Liguria. I nomi dei candidati ancora non si conoscono, ma le intenzioni di collaborare quelle sì.
OPPOSIZIONE DURA IN AULA. Poi c’è la partita con Renzi. Dopo l’elezione di Mattarella, i rapporti con l’ex Cavaliere si sono guastati e ora non stupirebbe che gli azzurri voltassero le spalle al Partito democratico anche in Aula. Anche qui c’è una prima intesa su come organizzare l’opposizione, a partire dalla riforma del Senato e del titolo V della Costituzione.
SALVINI: «PRESTO PER PARLARE DI ACCORDO». Da parte sua, il leader del Carroccio ha voluto precisare come «con Berlusconi abbiamo ricominciato a parlare, ma da qui a dire che c'è un accordo a 360 gradi, questo no». «Ci è stato detto» - ha aggiunto - «che Fi ha deciso di essere all'opposizione e questo ci riempie di gioia». In ogni caso, «laddove si tornasse al voto non è possibile che il simbolo della Lega Nord sia affiancato da quello del Ncd di Alfano, simbolo di un partito che ha scelto Renzi».
SOSTEGNO AI CANDIDATI LEGHISTI. Quel che è certo è che «la Lega ha chiesto a Silvio Berlusconi di sostenere i suoi candidati governatori alle prossime Regionali, non solo in Veneto, ma anche in Liguria e Toscana». «Abbiamo presentato a Fi i nostri candidati validi che riteniamo vincenti», ha concluso Salvini, «ci mettiamo a disposizione coi nostri uomini e i nostri programmi».
PRESSING DEI FALCHI PER L'ACCORDO. I falchi di Forza Italia spingono per chiudere l'accordo con la Lega, ma le colombe frenano l'ex premier e lo mettono in guardia sul pericolo di un «abbraccio mortale» con il Carroccio («il flop di Fi al voto in Emilia-Romagna insegna») e soprattutto sulla reale convenienza di intraprendere la strada dello scontro frontale con Renzi. Molti azzurri, e tra loro molti 'verdiniani', non vogliono buttare all'aria - che il patto del Nazareno resista ancora o meno - l'accordo sulle riforme e in particolare quello sulla legge elettorale. Lo scontro frontale non conviene e meno che mai alla vigilia di provvedimenti come quello sulla delega fiscale, avrebbero suggerito ad Arcore alcuni fedelissimi a Berlusconi. Poi c'è il rischio di non avere alcuna presidenza di Regione al Nord dopo aver già ceduto al Carroccio quelle della Lombardia, del Veneto e del Piemonte (persa dopo il nuovo voto del 2014).

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