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MAMBO 10 Febbraio Feb 2015 1044 10 febbraio 2015

Questo Renzi sicuro di vincere ricorda Occhetto

Con la destra in rovina si sente potente. Ma potrebbe prendersi presto un Tir in faccia.

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Il premier Matteo Renzi.

Non bisogna farsi ingannare dallo strapotere di Matteo Renzi, dominus incontrastato della politica italiana, e dall’affanno della destra che c’è.
Silvio Berlusconi è da tempo la controfigura di se stesso. Il vecchio leader, che ha sempre sfidato il buon senso, oggi non teme il ridicolo quando denuncia come illiberali le “riforme” renziane che ha appena votato.
LA CRISI DEL CAV È QUELLA DELLA DESTRA. È del tutto evidente che si agita come la mosca nel bicchiere, non sa dove andare, sbatte contro le pareti, si fa male ma tenta sempre di uscire all’aperto. La sua corte dei miracoli è davvero povera cosa, e neppure i suoi uomini e i suoi figli in azienda sono in grado di suggerirgli la strategia necessaria.
Ma nel suo dramma politico, che produce tanti ingrati neo-antiberlusconiani, c’è la crisi della destra, cioè di quella parte del Paese che si è creduta maggioritaria e che pensa sempre di esserlo.
SALVINI SI ALLONTANA DAL CENTRO. Matteo Salvini si avvantaggia di questa situazione e di questo stato d’animo e, bisogna dire con coraggio, va in Sicilia a chiedere scusa ai meridionali.
L’avesse fatto Gianfranco Fini sarebbe stato un evento epocale. Salvini straccia la storia della Lega e sembra poca cosa. Invece sta mettendo le basi per una destra-destra, non più appesantita dall’idea che una sua parte possa definirsi di centro, con buona pace di Raffaele Fitto.
La radicalizzazione della destra è l’effetto più ideologico dell’anti-ideologismo di Matteo Renzi.
RENZI FA TERRA BRUCIATA INTORNO. Il premier che ha superato, non connesso, tutti i riformismi in nome di un “riformismo personale” e “familiare”, che ha sorpassato antiche divisioni destra-sinistra preparando l’accoglienza trionfale a chiunque possa spingere dall’altro lato un Pd in cui ci sono ancora troppi nostalgici di sinistra, sta producendo germi di politica ideologica di cui vedremo gli effetti fra non poco: ideologia antieuropea, demagogismo di destra, identità radicale di tipo lepeninista, xenofobia in camicia bianca.
Potrebbe essere anche la grande occasione per Renzi, e non è detto che non lavori per questo, per fare terra bruciata fra sè e gli altri. Come dire: lo vedete? Ci sono solo io, prendere o lasciare.
Un po’ alla Tsipras che dice: dopo di me i nazisti. Qui nazisti non ce n’è, per quanto disinvolto il povero Salvini è un ragazzone che per fortuna ama le belle donne e non la violenza (almeno si spera).
IL PREMIER SI PUÒ GARANTIRE DECENNI DI POTERE. Questo calcolo potrebbe garantire al presidente del Consiglio decenni, almeno uno, di governo, ma dopo di lui sarà il disastro.
Avremo una destra ricomposta e una sinistra - si può ancora chiamarla così? - smarrita e, mi si passi il termine, “sminchiata”.
Se nel Pd ci fosse un’opposizione al segretario più di contenuto e con leader meno usurati dal tempo (e dall’uso) forse ne beneficierebbero lo stesso partito e lo stesso premier.
Comunque commentatori e politici che già vedono un Renzi stra-potente contrapposto a una destra in rovina si ricordino che era lo stesso pensiero che aveva Achille Occhetto prima di prendersi un Tir in faccia.

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