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ALLEANZE 11 Febbraio Feb 2015 1645 11 febbraio 2015

Forza Italia-Lega, l'intesa non ha futuro

B flirta con Salvini, ma l'asse non convince. Fitto intanto non rientra nei ranghi. Segno che il Patto è vivo. Fonti forziste: «Dopo le Regionali ancora con Renzi».

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Matteo Renzi e, sullo sfondo, Silvio Berlusconi.

Il Patto del Nazareno è morto, viva il Patto del Nazareno.
A dispetto delle dichiarazioni di facciata (incluse quelle di Silvio Berlusconi: «Continuare su quella strada sarebbe ottuso e politicamente nefasto»), l'accordo sulle riforme tra il capo del governo Matteo Renzi e quello di Forza Italia, sembra essere più vivo che mai. Soltanto sotto diversa forma.
Lo si capisce dall'opposizione blanda in Aula, dai tempi rapidi con cui gli Azzurri lasciano passare le loro occasioni di fare ostruzionismo serio, dai voti favorevoli ad alcuni emendamenti del governo al testo che modifica del Titolo V della Costituzione. Ma soprattutto lo si capisce dalle lamentele della Lega, che tocca con mano la fragilità di un'intesa ancor nemmeno sottoscritta con Forza Italia per le prossime elezioni regionali.
IL CAV: «NON DARÒ LE CHIAVI A SALVINI». Nelle pause delle votazioni a Montecitorio, tra un caffè e una sigaretta al volo, forzisti e padani provano a confrontarsi, a scambiare due parole per capire cosa accade.
Berlusconi, in seguito all'incontro con i gruppi parlamentari dell'11 febbraio, ha chiarito: «Non consegneremo le chiavi del centrodestra a Salvini, anche se la Lega è un importante alleato e spero possa esserlo anche per il futuro».
Nella sua Forza Italia vivono ormai due, se non tre, correnti interne: la più consistente è fedele al Cav e cerca di non mettere i bastoni tra le ruote alle riforme, mentre quella vicina alle posizioni di Raffaele Fitto - disertando l'incontro dell'11 febbraio - ha dimostrato una volta di più di non credere alla rottura del Patto del Nazareno.
UN BERLUSCONIANO: «TORNEREMO CON RENZI». Anche i mercati sembrano pensarla allo stesso modo, anche se dal +3% di lunedì 9 febbraio, il titolo Mediaset ha chiuso “solo” con +2,12 la giornata di martedì 10.
Un berlusconiano doc prova a sfogarsi con Lettera43.it lontano dagli occhi sempre più indiscreti del Transatlantico e abbozza una previsione sul futuro dell'accordo Renzi-Cav. «Dopo le Regionali torniamo insieme come prima, più di prima. Sennò quello lì (riferendosi al premier, ndr) ci porta dritti al voto e ci cancella dalle cartine geografiche».
Salvo poi rivelare un retroscena della convulsa riunione di lunedì 9, tra gli uomini di vertice delle aziende del gruppo della famiglia Berlusconi. «È vero, il round lo ha vinto Marina, ma Fedele Confalonieri prima di lasciare il tavolo è stato chiaro con il Capo: 'Silvio, fa' quello che credi ma da questa storia lascia fuori le aziende'. Posizione ampiamente condivisa anche da Doris, a quanto ne sappiamo».

Fitto rema contro l'asse tra Forza Italia e il Carroccio

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini.

Un suggerimento che, tra le righe della mini-confessione della fonte, sembrerebbe aver fatto breccia nel cuore del Cav, il quale vuole comunque mantenere una condotta responsabile fino all'8 marzo, giorno in cui termineranno i servizi sociali a cui è stato affidato dopo la condanna in via definitiva per frode fiscale («Il 9 torno in campo», ha scandito dopo l'incontro di mercoledì).
La Lega, però, non può permettersi il lusso di restare a guardare le faccende di casa Forza Italia per quasi un mese.
Oltretutto Matteo Salvini aveva detto che avrebbe valutato l'alleanza con gli azzurri in base al comportamento in Aula sulle riforme, e a giudicare da ciò che ha dichiarato martedì 10, la strada per l'accordo è ancora tutta in salita: «Non abbiamo firmato proprio un bel niente».
«SE ANDIAMO CON LA LEGA PERDIAMO MALE». Se l'intesa con il Carroccio dovesse saltare, di certo non si strapperebbe i capelli uno come Fitto, che non vede di buon occhio l'ascesa dell'altro Matteo alla leadership del centrodestra. Proprio lui che aveva avuto il coraggio e la fermezza di sfidare Silvio, ottenendo addirittura la rottura (in teoria) del Patto con Renzi.
Nemmeno tra i fedelissimi del Cavaliere c'è grande entusiasmo per l'eventuale ricomposizione dell'asse con la Lega. Anche perché nessuno di loro ha dimenticato gli insulti e gli sberleffi indirizzati negli ultimi due anni dal successore di Bossi al loro Capo.
Tanto che un'altra fonte di Lettera43.it si lascia scappare uno sfogo amarissimo: «Se andiamo con la Lega in Liguria e Campania rischiamo di perdere, e perdere male. In Toscana cediamo a loro il candidato e andiamo sotto il 5%, mentre in Veneto fanno da soli e noi finiamo in un cassetto a prendere polvere».
MANCANZA DI FIDUCIA RECIPROCA. Insomma, Patto o non Patto del Nazareno, il duo Berlusconi-Salvini non convince le rispettive pattuglie. La mancanza di fiducia è reciproca, e lo scontro per la leadership rischia di rompere anche gli ultimi cocci di un centrodestra già fragile e frammentato.
Un regalo troppo grande all'avversario Renzi, o come lo chiamano in Piazza San Lorenzo in Lucina, Matteo I.
Quello che, stando ai commenti off the record dei forzisti, tornerà a essere l'interlocutore principale di Silvio. Una volta che gli equivoci saranno chiariti, e soprattutto le elezioni regionali archiviate.

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