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CENTRODESTRA 11 Febbraio Feb 2015 1857 11 febbraio 2015

Forza Italia, scontro frontale Berlusconi-Fitto

Il Cav dà l'ultimatum al dissidente: «Decida se andarsene». Lui: «Mi cacci perché ho ragione?»

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Raffaele Fitto e Silvio Berlusconi.

Si riaccende d'improvviso lo scontro in Forza Italia, con i ribelli fittiani sempre più tentati dallo strappo. A far da detonatore, stavolta, il riavvicinamento tra Silvio Berlusconi e la Lega Nord, incomprensibile agli occhi di chi, come l'ex governatore pugliese, fino a pochi giorni fa si scagliava contro il patto del Nazareno.
«FITTO DA SOLO ARRIVA ALL'1,3%». Da parte sua, il leader di Fi non ha usato parole tenere nei confronti dello stesso Fitto. «Se se ne va e fa un suo partito arriva al massimo all'1,3%. Mentre Ncd è fermo all'1,6%», avrebbe confesssato il Cav nel corso della riunione con i gruppi parlamentari a Montecitorio. E ancora, a mo' di ultimatum: «Una settimana, due al massimo, e poi Fitto e i suoi devono decidere: o dentro o fuori». Berlusconi avrebbe detto di aver parlato «tante volte con Raffaele, recependo anche molte delle sue proposte». Ma ora «è giusto dare una settimana di tempo per pensarci e poi se restano qui non possiamo accettare che loro posizioni in discordia con le nostre indeboliscano la nostra immagine».
«CI CACCI PERCHÉ ABBIAMO RAGIONE?» Immediata, quanto secca, la replica del capo dei ribelli azzurri. «La domanda nasce spontanea, dopo l'ipotesi di una nostra 'cacciata' (in 15 giorni, apprendo dalle agenzie...). Perché? Perché facciamo opposizione? Perché abbiamo avuto ragione sulle riforme, e, purtroppo, su tutto il resto?»
«DA FORZA RENZI A FORZA SALVINI». «Perché», si chiede ancora Fitto, «mentre era in corso il gruppo del Senato sono corso a Palazzo Grazioli per invitare Berlusconi a non dare l'ok alla legge elettorale prima del voto per il Quirinale? Perché troviamo surreale il passaggio in due giorni da 'Forza Renzi' a 'Forza Salvini'? Dunque, 'processo popolare'? Caro presidente, meglio esserti antipatico e non abile nello sport dell'ossequio a corte, ma utile e sincero. Te lo dico con amarezza: stai ancora una volta sbagliando tutto».

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