Matteo Renzi 141224194921
MAMBO 11 Febbraio Feb 2015 1310 11 febbraio 2015

Renzi rassegnati, non sei un leader di sinistra

La destra di Salvini perde i moderati. Che passano al Pd. Ormai forza di centro.

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Matteo Renzi.

Matteo Renzi pensa e dice che la «salvinizzazione» del centro-destra possa giovargli.
In effetti un centro-destra che perde i moderati, ovvero li radicalizza, e si tramuta tout court in “destra” qualche consenso lo può perdere.
Ma la vita politica non va guardata come una foto. È in continua evoluzione.
SALVINI HA SORPRESO TUTTI. Nell’ipotesi che le cose italiane andassero peggio, ovvero Renzi non riuscisse a dare la svolta per la quale si sta adoperando, l’idea che gli italiani preferiscano le forze di centro a quelle estreme potrebbe rivelarsi illusoria. Matteo Salvini poi sta mostrando una capacità camaleontica davvero sorprendente.
Abbiamo già segnalato la sua auto-critica siciliana sulle parole terribili per anni pronunciate dalla Lega contro i meridionali.
C’è da aspettarsi che con estrema disinvoltura, esattamente come sta facendo la sua madrina Marine Le Pen, cercherà di darsi una fisionomia meno aggressiva di quella per anni sfoderata dai lumbard.
LEADER AUTENTICAMENTE DI DESTRA. Sarà un leader autenticamente di destra, quasi per nulla di centro, libero dalla damnatio fascista, la sua amicizia con Casa Pound non ne modificherà l’immagine, venato di xenofobia, quel tanto che piace agli italiani, ma non si farà chiudere nel ghetto della impresentabilità.
Renzi quindi ha ragione di essere contento o no? Con questo assetto probabile di una destra a trazione leghista post- nordismo, Renzi deve necessariamente spostarsi sempre più al centro e tenere ferma la posizione.
Spostarsi al centro non vuol dire fare campagna acquisti di parlamentari moderati. Costoro servono a far passare provvedimenti del governo, ma non hanno un voto e costituiscono un fardello per le prossime liste elettorali.
RENZI SI DEVE SPOSTARE AL CENTRO. Renzi, invece, deve probabilmente accettare il proprio destino di leader moderno di centro, smettendo di fingere di essere anche un po’ di sinistra.
Non lo è, anche se cerca di ridefinire questo concetto in modo da potersi rannicchiare dentro.
C’è quindi uno spazio importante per una sinistra autentica. O per le solite due. Una sinistra riformista che può stare nel Pd ma che deve essere meno sindacale e più propositiva sui temi dell’economia reale.
E una sinistra alla Tzipras, che nessuno sa che cosa possa essere anche perchè Tzipras è sempre più un oggetto oscuro, freddo anti-tedesco, molto putiniano, alleato in casa con una forza di destra pessima, alleato sembra, con Podemos e 5 Stelle, sull’Europa.
Troppe cose contraddittorie per fare una sinistra alternativa.
Magari va bene in Grecia, ma qui no.

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