Momenti Tensione Durante 150212003118
POLITICA 12 Febbraio Feb 2015 0031 12 febbraio 2015

Riforme, Camera in seduta fiume: bagarre in Aula

Accolta la richiesta presentata dal Pd. Ma prosegue l'ostruzionismo di Forza Italia e Lega.

  • ...

Momenti di tensione durante i lavori sul disegno di legge costituzionale in corso alla Camera.

Di questo passo, potrebbe andare avanti per settimane. L'ostruzionismo delle opposizioni tiene bloccata la riforma costituzionale nell'Aula della Camera. Ore e ore di discussione, decine di voti sugli emendamenti e l'ok al nuovo articolo 117 della Carta, che regola le competenze tra Stato e regioni: progressi vengono compiuti. Ma senza un accordo politico che riduca drasticamente gli emendamenti, il via libera al testo in tempi brevi appare un miraggio.
AUT AUT PD ALLE MINORANZE. «È stato il Pd a rompere il patto del Nazareno: da oggi cambia tutto», ha tuonato Silvio Berlusconi. Ma Matteo Renzi ha assicurato che porterà a casa il testo: «Non ci fermeranno». E alla Camera il Pd ha lanciato un aut aut alle minoranze: se accettano di ritirare gli oltre 3 mila emendamenti presentati, sarà offerto loro più tempo per il dibattito, ma se rifiutano l'accordo, partirà la richiesta di una seduta fiume. Avanti senza interruzioni, fino all'ok finale.
VOTO FINALE TRA LE PROTESTE. Cosa che in nottata è stata messa in pratica dai dem, che hanno chiesto e ottenuto il voto sulla seduta fiume, voto poi passato nel caos generale con violente proteste dei 5 stelle e di Forza Italia. A produrre la sostanziale impasse è stato un varco offerto alle opposizioni dal regolamento d'Aula di Montecitorio. Non solo non c'è alcuna 'ghigliottina' o 'canguro' per ridurre i voti, ma c'è anzi la possibilità per i deputati di presentare subemendamenti nuovi al testo ogni giorno, fino all'inizio della seduta. Così Lega, Forza Italia, Sel e M5s potrebbero continuare ad aumentare il numero di votazioni necessarie ad arrivare al traguardo.
INTESA ANTI-OSTRUZIONISMO. Di qui la ricerca di «un'intesa» che fermi l'ostruzionismo. «Sono mesi che la riforma è in discussione alla Camera», ha detto in serata Renzi. «Il problema non è discutere nel merito: noi vogliamo fare le riforme insieme a tutti quelli che ci stanno». Ma il Pd non accetterà, ha avvertito il premier, di essere bloccato da chi «lancia libri, urla, fa ostruzionismo: con caparbietà le riforme le facciamo e le portiamo a casa». Un passo dopo l'altro. E se il passaggio del Senato, dopo quello della Camera, si annuncia ancora più difficile visti i numeri ristretti della maggioranza, il leader dem ha professato «calma»: «Con determinazione porteremo a casa i risultati»
IL PD OPTA PER LA SEDUTA FIUME. Intanto, alla Camera la trattativa per sbloccare il cammino della riforma, condotta per il Pd da Boschi, Guerini, Lotti, Speranza, prosegue fino a tarda sera. Il Pd 'offre' in capigruppo all'opposizione tempi aggiuntivi per gli interventi in Aula (cinque minuti per ogni emendamento). Ma non basta: «Renzi fermi la macchina», chiede Nichi Vendola. Inaccettabile, per il Pd. Il capogruppo Speranza alle 15 riunisce i deputati e chiede il mandato a usare, se necessario, anche l'arma della seduta fiume: votazioni a oltranza, senza interruzione. Il gruppo dice sì, ma la minoranza Pd, con interventi come quelli di Cuperlo e Fassina, sottolinea il limite di un metodo fatto dall'inizio di forzature. La sinistra dem assicura che sarà in Aula a votare giorno e notte (è indispensabile a mantenere il numero legale), ma chiede che - rotto il patto col Cav - siano accolte alcune modifiche al testo.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso