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TRAGEDIA 11 Febbraio Feb 2015 2008 11 febbraio 2015

Strage di migranti a Lampedusa, scontro sullo stop a Mare Nostrum

Oltre 300 morti. Boldrini e Letta: «Triton non è sufficiente». Ma Renzi: «Il problema è la Libia»

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Lampedusa: motovedetta della Guardia costiera con a bordo alcuni migranti soccorsi (11 febbraio 2015).

La nuova tragedia di Lampedusa, costata la vita a oltre 300 migranti, ha riacceso le polemiche sulla chiusura del programma Mare Nostrum per lasciare spazio all'operazione Triton. La cui efficacia, nelle ultime ore, è stata pesantemente messa in dubbio da più parti.
TRITON SOTTO ACCUSA. «L'Europa», ha sottolineato per prima la presidente della Camera Laura Boldrini, «deve dotarsi di un sistema di monitoraggio e salvataggio ben più efficace di quello ora in vigore». «Altrimenti», ha aggiunto, «ogni espressione di dolore per le tragedie avrà il segno dell'ipocrisia».
LETTA: «RIPRISTINARE MARE NOSTRUM». Senza mezzi anche termini il giudizio dell'ex premier Enrico Letta, che ha chiesto un intervento immediato del governo per il ripristino di Mare Nostrum, senza se e senza ma.

RENZI: «IL PROBLEMA È LA LIBIA». Pronta la risposta del premier Matteo Renzi, secondo cui «il problema non è Mare Nostrum o Triton, si può chiedere all' Europa di fare di più e domani lo farò, ma il punto politico è risolvere il problema in Libia, dove la situazione è fuori controllo». «Quando ci sono morti», ha aggiunto il premier ai microfoni di SkyTg24, «anche soltanto per rispetto l'idea di usarli come strumentalizzazione fa male al cuore».
IL CORDOGLIO DI MATTARELLA. Ha fatto sentire la sua voce, e non poteva essere altrimenti, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che si è detto «colpito dalla nuova immane tragedia umanitaria avvenuta in acque internazionali».

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