Ucraina Vertice Minsk 150211193237
SUMMIT 11 Febbraio Feb 2015 1854 11 febbraio 2015

Ucraina, vertice a Minsk per il piano di pace

Riuniti Merkel, Hollande, Putin e Poroshenko. Il presidente russo spezza una matita. Obama dialoga con il Cremlino. Ancora bombe a Est.

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Vladimir Putin, Angela Merkel, Francois Hollande e Petro Poroshenko a Minsk.

Dopo una storica maratona negoziale notturna durata oltre 13 ore, forse la più lunga della loro carriera, Valdimir Putin, Petro Poroshenko, Angela Merkel e François Hollande hanno concluso a Minsk il vertice per riportare la pace nell'Ucraina dell'Est. Una vera guerra di nervi, come prova il volto tirato dei quattro leader e il fatto che il presidente Putin abbia spezzato una matita durante le prime fasi dei colloqui, tradendo così il suo nervosismo.

Il summit è proseguito ininterrottamente per tutta la notte, a partire dalle 20.30 di mercoledì 11 febbraio, interrotto solo dall'arrivo di carrelli con acqua, bibite e tramezzini. Giovedì 12 febbraio i quattro leader ancora riuniti si sono fatti servire la colazione.
POSCHENKO: «DALLA RUSSIA CONDIZIONI INACCETTABILI». Le condizioni proposte dalla Russia sono state definite «inaccettabili» dal presidente ucraino Petro Poroshenko, citato dall'agenzia russa Ria Novosti. Poroshenko ha comunque precisato che «c'e' ancora una speranza» che si raggiunga un compromesso per mettere fine al conflitto nel Donbass.
CESSATE IL FUOCO ENTRO 48 ORE. Putin, Poroshenko, Merkel e Hollande punterebbero a ottenere un cessate il fuoco nell'Est dell'Ucraina entro 48 ore. La cancelliera tedesca e il presidente francese dovrebbero tenere un breve incontro, dopo un colloquio a due tra Putin e Poroshenko.
IL GIALLO DELL'ACCORDO IN 12 PUNTI. Secondo una fonte diplomaticariportata dall'agenzia di stampa russa Itar-Tass, la firma di un documento comprendente 12 punti sarebbe stata imminenti. Ma le conclusioni del vertice di Minsk con le dichiarazioni di Poroschenko sembrano contraddire tale ottimismo. «Non importa come sarà chiamato questo documento», aveva precisato la fonte, «ma è previsto che riguarderà particolari misure per risolvere la situazione, in 12 o 13 punti».
ATTESA UNA DICHIARAZIONE. L'incontro di Minsk, secondo quanto dichiarato invece da Valeri Chaly, consigliere del presidente ucraino Petro Poroshenko, non avrebbe dovuto concludersi «senza un accordo per una tregua incondizionata». Dal vertice si attendeva quantomeno una dichiarazione comune sulla necessità di rispettare gli accordi di Minsk del 5 settembre scorso, con un piano d'azione per metterli in atto affidato al cosiddetto gruppo di contatto composto da Mosca, Kiev, Ocse e rappresentanti dei separatisti.
INCERTEZZA SUL CONTROLLO DELLA TREGUA. Al momento non è dato sapere quali potrebbero essere i meccanismi di controllo della tregua, né se è stata raggiunta un'intesa più ampia, anche sullo status speciale per le regioni separatiste e il controllo dei confini russo-ucraini. Nonché sull'eventuale adesione di Kiev alla Nato: il conflitto del Donbass «può essere risolto pienamente solo se Kiev avrà lo status di Paese non allineato, neutrale verso tutte le unioni militari», ha ricordato Denis Pushilin, uno dei negoziatori dei separatisti filorussi. Il problema, come ha ammonito il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, è fare in modo che l'accordo non sia solo «un pezzo di carta».
UCCISI 19 SOLDATI IN 24 ORE. Non è del resto scontato che il rilancio degli accordi di Minsk riesca a fermare scontri sempre più cruenti. Pesante il bilancio delle ultime vittime: Kiev ha perso 19 soldati nelle ultime 48 ore, di cui cinque il 10 febbraio nell'attacco al quartiere generale di Kramatorsk. Mentre a Donetsk, roccaforte dei separatisti, almeno sei persone hanno perso la vita nei bombardamenti che hanno colpito una fermata di bus.

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