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MAMBO 12 Febbraio Feb 2015 1200 12 febbraio 2015

Forza Italia, Fitto non è Fini: perché Berlusconi deve stare attento

Il dissidente ha i voti. E un progetto per un nuovo centro. Che metterà in crisi il Cav.

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L'eurodeputato di Forza Italia, Raffaele Fitto.

Sembra, con rispetto parlando, un atteggiamento da dementi quello di Silvio Berlusconi - che demente non è - di minacciare la cacciata di Raffaele Fitto proprio mentre sta immaginando di riunificare la destra. Invece siamo davvero agli ultimi giorni di Pompei.
L'ex Cavaliere ha capito che solo l'eurodeputato è in grado di avere la schiena dritta in Forza Italia. Gli altri si lamentano, borbottano e gli fanno il controcanto, ma se ne stanno acquattati alla sua corte.
FITTO HA I VOTI. La differenza fra Fitto e Brunetta, Santanchè e soci è che l'ex ministro ha i voti, almeno in una regione: gli altri non li vota nessuno se non c’è la faccia di Berlusconi a fare da traino. È anche per questa ragione che il paragone con Gianfranco Fini, che l'ex premier ha evocato e lo stesso Fitto ha accettato riprendendo la famosa frase «Che fai, mi cacci?», non ha alcun fondamento.
DIFFERENZE CON FINI. Fini, come Fitto, aveva i voti, e li aveva su tutto il territorio nazionale. Ma erano voti - come dire? - 'segnati', non dati cioè alla persona, ma all’identità che questa rappresentava.
Un Fini meno truce verso gli immigrati, paladino di Israele, in prima fila sui diritti civili era diventato irriconoscibile. Per di più l'ex presidente della Camera era sembrato un leader indolente, oppresso dall’invadenza di Italo Bocchino, sopraffatto da una dimensione familiare che lo aveva esposto alle vendette mediatiche di casa Berlusconi.
Insomma aveva perso identità e faccia e non aveva trovato in sé la forza di reagire.
OPPOSIZIONE A SALVINI. Fitto ha la cazzimma, è forte nella sua regione, non intende cambiare campo né di lasciarlo sospettare, proprio lui che con Massimo D’Alema ha avuto una lunga liaison; poi sa organizzare un partito e non ha paura di lavorare.
L'eurodeputato se lascia, o viene costretto a lasciare, Forza Italia non troverà molti voti per strada: su questo ha ragione Berlusconi. Ma neppure il Cav troverà ormai molti voti.
Solo che Fitto può essere la componente forte per un nuovo partito centrista che guarda a destra, rimpolpando Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini oppure formare l’area moderata che cercherà, inutilmente, di resistere all’invadenza destrista di Matteo Salvini.
PROGETTO PER LA DESTRA. Berlusconi lo vuole cacciare per questo. L’uomo più televisivo vuole mandar via il più anti-televisivo perché capisce che dietro il suo competitor c’è un progetto. In tempi di revival democristiano vogliamo perderci la rinascita di una corrente democristiana di destra?
Forse l'ex Cavaliere, come suggerisce Giuliano Ferrara, si è fumato qualcosa di forte e di strano. Sicuramente si è fumato un partito e si è messo nelle mani di Matteo Renzi che gioca con lui come il gatto con il topo ma, a sentire certi boatos di procure e le notizie su banche e altro, si avvia a diventare il 'nuovo cinghialone'.

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