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DOCUMENTO 12 Febbraio Feb 2015 1914 12 febbraio 2015

Ucraina, tregua in bilico: l'intesa in 13 punti

Cessate il fuoco dal 15/2. Ritiro delle armi pesanti. Manca l'accordo su Debaltseve.

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Da sinistra: Vladimir Putin, Angela Merkel, François Hollande e Petro Poroshenko.

L'accordo siglato a Minsk per un cessate il fuoco in Ucraina resta fragile, ma rappresenta comunque un passo avanti importante nelle trattative del Gruppo di contatto (Osce-Kiev-Mosca-separatisti).
Mentre il governo ucraino denuncia una nuova offensiva russa e in attesa dell'entrata in vigore della tregua dal 15 febbraio, il documento in 13 punti firmato a Minsk prevede il ritiro delle armi pesanti e una riforma costituzionale che conceda maggiore autonomia alle aree del Sud Est martoriate dalla guerra.
POSSIBILI NUOVE SANZIONI. A gettare ombre sull'accordo è però la situazione a Debaltseve, dove i ribelli hanno accerchiato migliaia di militari ucraini. Inoltre la cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto sapere che se l'accordo non funziona, «non escludiamo di imporre ulteriori sanzioni».
Ecco in sintesi i 13 punti del documento:

1. TREGUA DAL 15 FEBBRAIO. Cessate il fuoco immediato a partire dalla mezzanotte del 15 febbraio.

2. RITIRO DELLE ARMI PESANTI. Ritiro delle armi pesanti per formare una zona cuscinetto lungo la linea del fronte. Questa 'zona di sicurezza' deve essere larga almeno 50 km per i pezzi di artiglieria dal diametro uguale o superiore a 100 mm, e almeno 70 km per i lanciarazzi multipli. Questione a parte per i missili Tornado-S, Uragan, Smerch e i missili balistici Tochka-U, per i quali la zona cuscinetto non deve essere inferiore a 140 chilometri. Inoltre, le forze armate ucraine dovrebbero ritirare le loro armi pesanti dall'attuale 'linea di contatto', mentre i separatisti dalla linea - più arretrata verso Est - stabilita dal memorandum di Minsk dello scorso 19 settembre. In questo modo i governativi non riprendono il territorio perduto negli ultimi mesi, ma allo stesso tempo questo non è controllato dai ribelli.

3. MONITORAGGIO DELL'OSCE. Monitoraggio da parte dell'Osce del rispetto della tregua e del ritiro delle armi pesanti con satelliti e radar.

4. TRATTATIVE PER ELEZIONI LOCALI NEL DONBASS. Il primo giorno dopo il ritiro delle armi pesanti si dovranno avviare trattative sulle modalità di svolgimento delle elezioni locali nel Donbass e sull'autogoverno locale nel rispetto della legge ucraina.

5. AMNISTIA PER I MILIZIANI. Amnistia e immunità penale per i miliziani.

6. LIBERAZIONE DEI PRIGIONIERI. Liberazione di tutti i prigionieri al massimo entro il quinto giorno dopo il ritiro delle armi pesanti.

7. AIUTI UMANITARI. Garantire l'arrivo degli aiuti umanitari.

8. STOP ALL'ISOLAMENTO ECONOMICO DELLE AREE OCCUPATE. Fine dell'isolamento economico delle zone occupate decretato da Kiev in autunno e quindi ripristino dei pagamenti di pensioni e sussidi e del funzionamento del sistema bancario.

9. CONTROLLO DI KIEV SULLA FRONTIERA. Pieno controllo di Kiev sulla frontiera russo-ucraina, ma solo dopo le elezioni locali e a patto che siano state attuate le riforme costituzionali al punto 11. Il processo deve concludersi entro la fine del 2015.

10. RITIRO DI TUTTE LE FORZE ARMATE. Ritiro, sotto il controllo dell'Osce, di tutte le forze armate e dei mezzi militari stranieri, nonché dei mercenari, e disarmo dei gruppi armati illegittimi.

11. RIFORMA COSTITUZIONALE. Attuazione di una riforma costituzionale che deve entrare in vigore entro la fine del 2015 e prevedere il decentramento del potere e uno status speciale per le regioni ribelli.

12. ELEZIONI LOCALI A EST. Elezioni locali nelle regioni separatiste, monitorate dall'Osce.

13. GRUPPI DI LAVORO PER MANTENERE L'ACCORDO. Intensificazione dell'attività del Gruppo di contatto e formazione di gruppi di lavoro per la realizzazione dell'accordo.

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