SCONTRO 13 Febbraio Feb 2015 1433 13 febbraio 2015

Caos riforme, le opposizioni lasciano l'Aula

Nella notte terminato l'esame degli emendamenti. M5s, Fi, Lega e Sel fuori dall'Aula. Renzi: «Faremo un referendum». Rissa alla Camera. Foto e video.

  • ...

Un momento della rissa alla Camera.

L'Aula della Camera ha terminato nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 febbraio l'esame degli emendamenti e degli articoli del disegno di legge sulle riforme costituzionali. L'ok finale al testo da parte di Montecitorio, il secondo dei quattro passaggi necessari, è atteso entro i primi giorni di marzo. Il premier Matteo Renzi era presente in Aula e ha dichiarato: «Credo che a rammaricarsi debbano essere il centrodestra e le opposizioni. Noi bene così, andiamo avanti».
OPPOSIZIONI FUORI DALL'AULA. L'approvazione dei 40 articoli che riscrivono la Costituzione è avvenuta però in un'Aula semivuota. Lega, Forza Italia, Sel e Movimento 5 stelle hanno infatti deciso di non partecipare all'esame del provvedimento, con l'eccezione di una manciata di deputati del M5s e di FI, «a presidio del regolare andamento dei lavori». Tutti gli altri sono rimasti fuori dall'emiciclo di Montecitorio, dopo che nella notte tra il 12 e il 13 febbraio una rissa aveva coinvolto alcuni onorevoli.
Il premier Renzi, per tutta risposta, aveva sfidato i partiti di minoranza facendo appello al popolo e annunciando un referendum per dare piena legittimità ai cambiamenti della Costituzione.
ROSATO: «FERITA ISTITUZIONALE». L'assenza delle opposizioni nella notte decisiva è stata tuttavia definita «una ferita istituzionale» dal deputato dem Ettore Rosato, che ha chiuso i lavori dell'assemblea. Rosato ha aggiunto: «Il percorso è ancora lungo, riusciremo a fare in modo che tutti sentano propria questa riforma».
GRUPPI A COLLOQUIO CON MATTARELLA. «Le riforme il Pd se le voti da solo», avevano fatto sapere i deputati dei gruppi parlamentari decisi a opporsi alla tabella di marcia 'imposta' dal governo. I loro rappresentanti hanno chiesto e ottenuto di essere ricevuti a partire da martedì 17 febbraio dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
BRUNETTA: «RENZI BULLO, VEDRÀ I SORCI VERDI». Il capogruppo di FI, Renato Brunetta, ha spiegato che le opposizioni hanno deciso di uscire dall'Aula «per denunciare la deriva autoritaria della riforma costituzionale e della legge elettorale. Il premier è venuto a fare il bullo in quest'Aula in un momento delicato e drammatico. Altro che Aventino, il governo vedrà i sorci verdi».
FUORI ANCHE CIVATI E FASSINA. La minoranza del Partito democratico aveva chiesto un'assemblea del gruppo e una «pausa di riflessione» al governo. «È una scelta politica votare le riforme da soli», aveva detto Rosy Bindi.
Stefano Fassina e Pippo Civati hanno scelto di non partecipare alle votazioni. «Il fatto politico che si è verificato è gravissimo. Chiedo al Pd ed al governo di fermare i nostri lavori», ha detto Fassina.
RENZI: «PARLAMENTO A UN BIVIO». Pronta la replica del premier Renzi: «Non accettiamo lezioni di onestà da nessuno né lezioni da chi non ha trasparenza fin dallo statuto. Abbiamo cercato una mediazione in tutte le sedi, ora siamo a un bivio. Andiamo avanti con la seduta fiume».
REFERENDUM SULLE RIFORME. Quindi Renzi ha annunciato che «la riforma sarà sottoposta a referendum. Vedremo se la gente sarà con noi o con il comitato del no guidato da Brunetta, Salvini e Grillo», senza nominare Silvio Berlusconi.
NO AI RICATTI. Secondo il premier, «il disegno delle opposizioni non è migliorare l'Italia ma rallentare e bloccare noi. Se la minaccia è 've la votate da soli' è un problema loro. Se passa la logica per cui l'ostruzionismo blocca il diritto e dovere della maggioranza di fare le riforme è la fine. Come non mi sono fatto ricattare da Berlusconi per il Colle, non mi faccio ricattare da Grillo sulle riforme».

Mattarella riceve i gruppi al Colle dal 17 febbraio

Renato Brunetta nella sala stampa della Camera dei deputati.

Nel corso di una conferenza stampa alla Camera, Brunetta ha fatto sapere che le opposizioni «hanno chiesto di essere ricevute al Colle e il presidente della Repubblica ci ha fatto sapere che da martedì 17 febbraio ci riceverà gruppo per gruppo».
BOLDRINI: «EVITARE IL PEGGIO». La presidente della Camera Laura Boldrini in precedenza aveva lanciato un appello a «evitare il peggio: e cioè un epilogo in cui solo una parte dell'Aula fosse presente. «Mi rammarico di questa situazione. Mi auguro ci sia un reale spazio per trovare un terreno comune e possano rientrare quanto prima i colleghi che hanno deciso di lasciare l'Aula», aveva detto Boldrini.
FITTO: «FORZA ITALIA CHE FA?». In casa Forza Italia, invece, i frondisti guidati da Raffaele Fitto avevano esortato il partito a dire da che parte sta sulle riforme e a uscire dall'ambiguità dopo lo strappo sul patto del Nazareno. Le parole di Brunetta e l'uscita di Forza Italia dall'Aula hanno poi chiarito che anche gli azzurri hanno scelto la linea dura nei confronti del governo.


Correlati

Potresti esserti perso