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MAMBO 13 Febbraio Feb 2015 1107 13 febbraio 2015

Civati e Boschi, nouvelle vague che sa di vecchio

Entrambi nella bufera per colpa dei genitori. Perché non hanno parlato prima?

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Pippo Civati all'assemblea del Pd.

Lo “scandalo Civati”, a proposito della lista Falciani, non c’è.
Il Civati di cui si parla è il padre, la cifra era modesta e “mangiata” dalle spese bancarie.
Tutto finito? Non credo, perché un paio di interrogativi restano. Il primo e più importante è che ci faceva il Civati padre in una lista in cui, al di là della esiguità della somma, si cercava un modo per violare le leggi dello Stato.
L'INTERVENTO DI PIPPO IN RITARDO. Il secondo interrogativo riguarda il Civati figlio, politico di estrema sinistra dopo aver rotto il sodalizio, da ultra-liberal, con Matteo Renzi.
Civati junior ha risposto con grande rapidità agli interrogativi nati dopo la scoperta del suo cognome nella lista. Bravo. Tuttavia la lista Falciani è nella cronache economico-giudiziarie da tempo. Pippo è sempre stato zitto anche se, dalla prontezza delle sue precisazioni di qualche giorno fa, sapeva che un nome a lui riferibile lì c’era.
La domanda è questa: quando i politici italiani capiranno che è bene dire subito le cose oscure, oblique, poco chiare ecc della loro vita familiare e personale e fino a quando, invece, spereranno di farla franca?
È probabile che Civati il piccolo, pur sapendo che il suo papà era in quella lista, ha sempre sperato che il nome non venisse fuori.
FORSE SPERAVA DI 'FARLA FRANCA'. Ha sperato nella botta di fortuna e nella impunità. Quest’ultima speranza spiega perché tante volte uomini pubblici si facciano beccare in scandali pur essendo chiaro a tutti che è sempre più difficile farla franca, ovvero vivere di soppiatto.
Se Civati qualche tempo fa avesse detto: «So che esiste una lista Falciani, troverete il nome di mio padre per un ammontare ridicolo, io non c’entro». Se l’avesse detto prima dello scandalo tutti avremmo pensato di trovarci di fronte a un uomo politico, giovane, di spessore. Non lo possiamo pensare ora.
Un altro fatto inquietante lo racconta oggi il quotidiano di Marco Travaglio. Sembra, al Fatto, che la ministra Boschi non si sia assentata dal Consiglio dei ministri in cui si discuteva di banche popolari, tema a lei noto anche per via dell’impegno bancario del suo papà in uno di questi istituti.
Se il Fatto mente va querelato, se il Fatto non mente si fa imbarazzante la posizione della ministra in due sensi: perché non ha detto la verità, perché era in conflitto di interessi.
Insomma, ragazzi e ragazze della nouvelle vague politica, va bene la rottamazione, ma, come si dice, voi dovete comportarvi bene, sennò si stava meglio quando si stava peggio.

La replica dell'ufficio stampa di Pippo Civati del 16 febbraio 2015

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