Riforme Rissa Montecitorio 150213153909
RETROSCENA 13 Febbraio Feb 2015 1500 13 febbraio 2015

Riforme, la ricostruzione della rissa alla Camera

Farina (Sel) e Taranto (Pd): «Pace fatta». Crippa (M5s): «Noi presi in giro da Renzi».

  • ...

Roma: un momento della rissa scoppiata a Montecitorio durante i lavori sul disegno di legge costituzionale alla Camera (12 febbraio 2015).

Spintoni. Grida. Offese. Faldoni e pugni sbattuti sui banchi.
Deputati, anche di una certa età, impegnati in salti atletici. Pd contro Sel, Sel contro Pd. M5s contro tutti.
La rissa scoppiata a Montecitorio nella notte tra il 12 e il 13 febbraio - chiamiamola pure bagarre - è stata una scena, a essere generosi, poco edificante.
Passino la stanchezza e la tensione dovute alla seduta fiume durata dalle 13 di pomeriggio fino a oltre le 3 di notte.
E l'importanza della discussione non esattamente di secondo piano visto che si tratta di Riforme costituzionali.
A parlare però restano le foto e i video.
FARINA (SEL) MINIMIZZA. «Sciocchezze», dice a Lettera43.it Daniele Farina di Sel, immortalato nel mezzo di quella che pare una mischia di rugby.
«Siamo tranquilli perché le immagini dei questori resituiranno la verità dei fatti». E alla domanda sul balzo del collega Giorgio Airaudo sui banchi si limita a rispondere: «Ero di spalle».
La «bolgia» si è scatenata quando il capogruppo Sel Arturo Scotto ha preso la parola «bruciando alcuni dei 25 minuti a nostra disposizione», continua Farina.
A quel punto i colleghi del Pd, «forse non distinguendo più le opposizioni, ci hanno attaccato». Questo mentre i grillini continuavano a scandire lo slogan «onestà, onestà» e a battere pugni e faldoni sui banchi.
«UNO SCONTRO VIVACE». Non è stato un match di pugilato alla Rocky Balboa, sia chiaro.
Ma «uno scontro vivace». «Capisco la commerciabilità giornalistica di queste immagini», ride il deputato di Sel, «ma davvero ne ho viste di peggio».
I video, però, sembrano raccontare un'altra storia. Così come il «bollettino di guerra»: 15 espulsi e due feriti, Gianni Melilla e Donatella Duranti di Sel.
Che però, ha assicurato il portavoce del partito, «sono andati in infermeria perché sono scivolati, non sono stati picchiati».
TARANTO (PD): «PACE FATTA IN SERATA». Farina si era scontrato duramente con il piddino Luigi Taranto. Non si è arrivati allo scontro fisico, confermano anche i diretti interessati, ma poco c'è mancato.
La situazione poi si è normalizzata. «Ci siamo stretti la mano già in serata», ha tenuto a precisare il democratico.
L'atmosfera, però, resta avvelenata. «La seduta fiume è stata una forzatura istituzionale», continua Farina.
«Un escamotage tecnico per evitare la presentazione dei subemendamenti che, però, non è stato gestito politicamente».
PROTESTE PER GIACHETTI. A non essere andata giù è stata anche la gestione della presidenza della Camera di Roberto Giachetti che, protestando contro l'atteggiamento dei cinque stelle, aveva urlato: «Neanche ai tempi del fascismo si impediva di parlare».
Ecco, secondo Farina «quei comizi sul fascismo non hanno certo aiutato».
La versione di Taranto naturalmente è diversa: «La scelta della seduta straordinaria non è stata presa dal Pd a cuor leggero». Soprattutto perché in ballo ci sono le Riforme costituzionali. «Abbiamo cercato il confronto e un punto di approdo certo. Perché è questo che chiede il Paese».
Forse una parte di Paese. Visto che le opposizioni, secondo Farina, sono di fatto escluse. Con i loro elettori. Lo dimostra l'uscita dall'Aula, il 13 febbraio, di Lega, Sel e M5s.
Renzi intanto va avanti come al solito per la sua strada: «Se la minaccia è 've la votate da soli' è un problema loro», ha detto all'assemblea del Pd. «Se passa la logica per cui l'ostruzionismo blocca il diritto e dovere della maggioranza di fare le riforme è la fine».

Crippa (M5s): «Il Pd non ha accettato le nostre proposte»

Ed esclusi si considerano gioco forza gli esponenti del M5s.
Che si sentono presi in giro dalla seduta fiume. Non a caso mercoledì 11 febbraio Davide Crippa aveva sottolineato la mancanza della prerogativa d'urgenza, nonostante la decisione fosse stata presa dalla conferenza dei capigruppo.
Poi, giovedì sera, il caos.
«Dopo i continui appellativi che ci ha rivolto Giachetti», spiega Crippa a Lettera43.it, «abbiamo cominciato a battere i pugni e i faldoni sul tavolo». Quindi è scoppiata la bagarre tra Sel e Pd.
«RESTO IN AULA PER GLI EMENDAMENTI». Venerdì, mentre il gruppo è uscito dall'Aula con le altre forze di minoranza, lui e il collega Carlo Sibilia sono rimasti come rappresentanza. «Per evitare che decadessero gli emendamenti e perché siano fatti votare», aggiunge.
Sfumata la possibilità di arrivare a un accordo col Pd sullo spostamento del voto dell'articolo 15 - che prevede l'eliminazione del quorum dal referendum - dopo la seduta fiume, ora i pentastellati non intendono cedere su nulla. «La seduta così come è stata convocata poteva essere anche revocata all'unanimità da chi l'aveva proposta», fa notare.


«Questa volta», ammette poi il grillino, «siamo stati propositivi. Avevamo proposto 10 punti chiave su cui discutere tra cui la possibilità per le minoranze di adire alla Corte costituzionale, l'abolizione dei vitalizi per i condannati, l'obbligatorietà della discussione delle leggi di iniziativa popolare».
Il risultato? Un niet da parte della maggioranza. «Da 10, i punti sono diventati sette e poi due. Il Pd ci ha chiuso la porta in faccia. Il nostro obiettivo era avvicinare tutta la cittadinanza, non solo gli elettori 5 stelle, alla politica. E far sì che vadano a votare l'80, il 90% degli aventi diritto. Non il 40% come alle ultime Europee».
«RENZI CI HA PRESO IN GIRO». Anche l'atteggiamento del presidente del Consiglio, che è comparso in Aula alle 2 di notte, non è piaciuto al deputato grillino. «Renzi ci ha preso in giro. Si è rivolto sogghignando solo a noi e a quelli di Forza Italia. È una provocazione continua».
La spiegazione, per Crippa, è una sola. «Il Pd ha costruito la riforma costituzionale con Berlusconi e il Patto del Nazareno. E l'ha mantenuta immutata nel suo impianto anche se è venuto meno il socio. Si vede che comunque è di suo gradimento».

Correlati

Potresti esserti perso