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POLITICA 14 Febbraio Feb 2015 1310 14 febbraio 2015

Riforme, Fitto: «Renzi è un prepotente»

Le reazioni dopo la seduta-fiume. Vendola: «Dal premier bullismo istituzionale». Scilipoti: «Renzi ducetto grottesco». Brunetta: «Da Mattarella con manifesto per la difesa della Repubblica».

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L'eurodeputato di Forza Italia, Raffaele Fitto.

Dopo l'approvazione notturna degli emendamenti al disegno di legge sulle riforme costituzionali, al loro risveglio nella tarda mattinata di sabato 14 febbraio gli onorevoli di tutte le forze politiche rappresentate in parlamento hanno commentato l'esito della seduta-fiume, vissuta dalle opposizioni come un'inaccettabile imposizione, tanto da spingerle a uscire dall'Aula per protesta contro i metodi dell'esecutivo. Il leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo ha addirittura parlato di «colpo di Stato bianco» chiedendo lo «scioglimento del parlamento», mentre il pentastellato Alessandro Di Battista ha detto che i grillini sono pronti «alle dimissioni» per andare al voto.
Mentre il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha rivendicato il risultato già nel corso della notte, ringraziando i deputati per la loro tenacia e dedicando un abbraccio su Twitter a «gufi» e «sorci verdi».

BRUNETTA: «MANIFESTO PER LA DIFESA DELLA REPUBBLICA». Autore dell'espressione il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, Renato Brunetta, che ha annunciato la presentazione di un «manifesto per la difesa della Repubblica» al capo dello Stato, Sergio Mattarella. «Il combinato disposto della legge elettorale e della riforma costituzionale produce un mostro giuridico che mette a repentaglio la stessa democrazia parlamentare», ha detto Brunetta. «Per questa ragione presenteremo al presidente della Repubblica un testo elaborato che sarà il nostro manifesto per la difesa della Repubblica».
QUAGLIARELLO: «SÌ ALLE RIFORME». «Abbiamo sempre ritenuto che le riforme servissero all'Italia», ha detto Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del Nuovo centrodestra. «Per questo il nostro atteggiamento non è cambiato, anche quando si siglavano patti che sembravano emarginarci. Per questo restiamo nel fronte del sì. Per questo cerchiamo in ogni occasione di migliorare ed equilibrare il contenuto e la sostanza delle riforme».
FITTO: «RENZI? UN PREPOTENTE». Polemico invece l'azzurro Raffaele Fitto: «Renzi voleva essere Blair», ha dichiarato l'esponente di Forza Italia, «e invece rischia di finire sulle orme sudamericane. Voleva interpretare una sinistra innovativa e riformatrice e invece si ritrova, per sua responsabilità, su una strada fatta di prepotenza e di continua ricerca di un nemico. Davanti a tutto questo, più che mai lo schieramento che si oppone a Renzi deve rilanciare una grande e credibile alternativa di idee, proposte, progetti».
CHITI: «SCONCERTO PER L'ASSENZA DELLE OPPOSIZIONI». Dall'interno del Partito democratico si è levata la voce critica del senatore Vannino Chiti. «Suscita preoccupazione e sconcerto quanto è avvenuto alla Camera», ha detto Chiti, «procedere con l'assenza delle opposizioni non è un segno di determinazione ma l'esito di una sottovalutazione politica. Esprimo apprezzamento per la posizione di deputati del mio partito come Fassina e Civati, che hanno fatto seguire atti concreti alle dichiarazioni».
DELLAI: «RIFORME PER USCIRE DALLA CRISI». Lorenzo Dellai, capogruppo di Per l'Italia, ha spiegato le ragioni che hanno portato il suo gruppo ad appoggiare il ddl: «Il passaggio di ieri è stato delicatissimo. Per quanto in particolare ci riguarda abbiamo deciso di far prevalere due esigenze prioritarie. In primo luogo, quella di un parlamento che non si suicidi in una deriva di paralisi e di inconcludenza. In secondo luogo, l'esigenza di non compromettere, con un naufragio della riforma, uno sbocco possibile, ancora non del tutto maturo ma comunque avanzato, alla lunga crisi del sistema istituzionale e politico che il Paese vive dalla fine degli anni settanta».
SCILIPOTI: «RENZI DUCETTO GROTTESCO». Nemmeno il senatore di Forza Italia Domenico Scilipoti ha fatto mancare la sua riflessione: «Renzi è un ducetto grottesco che ha scambiato le riforme costituzionali con il regolamento del proprio condominio. Occorre che qualcuno spieghi al premier che i padri costituenti vollero che la nostra Carta fondamentale si fondasse sulla condivisione e non sulla tracotanza delle maggioranze. Renzi si fermi, metta da parte le forzature regolamentari e inviti intorno a un tavolo tutte le forze politiche rappresentante in parlamento per avviare un percorso riformatore all'insegna delle massima condivisione possibile. È l'unica strada percorribile per cambiare la Costituzione».
VENDOLA: «BULLISMO DEL PREMIER». Critiche sono arrivate anche dal leader di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola.
Il governatore della Puglia, a margine del corteo Cambia la Grecia, cambia l'Europa - manifestazione organizzata a Roma dalle forze della sinistra a sostegno di Atene contro le politiche di austerità e per ricordare le vittime nel Mediterraneo - ha detto che «questa sequenza di 40 voti con gli applausi tra di loro è stata greve e goliardica»: «Hanno compiuto una cosa così istituzionale con lo stile del bullismo istituzionale di Renzi».

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