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POLITICA 14 Febbraio Feb 2015 0936 14 febbraio 2015

Riforme, la Camera approva gli emendamenti

Emendamenti approvati. Ma le opposizioni lasciano l'Aula. Vendola e Fitto: «Renzi prepotente». Grillo chiede elezioni anticipate. Il premier: «Avanti così».

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Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi durante la seduta notturna che ha portato all'approvazione di tutti gli emendamenti.

L'Aula della Camera ha terminato nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 febbraio l'esame degli emendamenti e degli articoli del disegno di legge sulle riforme costituzionali.
L'ok finale al testo da parte di Montecitorio, il secondo dei quattro passaggi necessari, è atteso entro i primi giorni di marzo. Il premier Matteo Renzi era presente in Aula e ha dichiarato: «Credo che a rammaricarsi debbano essere il centrodestra e le opposizioni. Noi bene così, andiamo avanti». Il prossimo appuntamento è il Consiglio dei ministri di venerdì 20 febbraio, con i decreti legislativi del Jobs act da varare, mentre il dibattito sui metodi dell'esecutivo continua a suscitare polemiche tra le forze politiche.

BRUNETTA: «RENZI BUUU». Il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio Renato Brunetta, dopo aver detto in conferenza stampa che le opposizioni avrebbero fatto vedere «i sorci verdi» al governo, ha commentato così su Twitter l'esito della seduta-fiume: «Matteo Renzi buuuuuuu... Ride bene chi ride ultimo, in Etruria e dintorni». Evidente il riferimento al commissariamento di Banca Etruria, il cui vicepresidente è il padre del ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. La notizia è stata riportata dall'agenzia Ansa, ma sul profilo Twitter dell'ex ministro non c'è più traccia del messaggio.


OPPOSIZIONI FUORI DALL'AULA. L'approvazione dei 40 articoli che riscrivono la Costituzione è avvenuta però in un'Aula semivuota. Lega, Forza Italia, Sel e Movimento 5 stelle hanno infatti deciso di non partecipare all'esame del provvedimento, con l'eccezione di una manciata di deputati del M5s e di FI, «a presidio del regolare andamento dei lavori». Tutti gli altri sono rimasti fuori dall'emiciclo di Montecitorio.
Il premier Renzi, di fronte alla protesta dei partiti di minoranza, ha fatto appello al popolo, annunciando un referendum per dare piena legittimità ai cambiamenti della Costituzione.
ROSATO: «FERITA ISTITUZIONALE». L'assenza delle opposizioni è stata tuttavia definita «una ferita istituzionale» dal deputato del Pd Ettore Rosato, che ha chiuso i lavori dell'assemblea. Rosato ha aggiunto: «Il percorso è ancora lungo, riusciremo a fare in modo che tutti sentano propria questa riforma».

GRUPPI A COLLOQUIO CON MATTARELLA. «Le riforme il Pd se le voti da solo», avevano fatto sapere i deputati dei gruppi parlamentari decisi a opporsi alla tabella di marcia del governo. I loro rappresentanti saranno ricevuti a partire da martedì 17 febbraio dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
STATO DI GUERRA, NORMA MODIFICATA. Tra le novità approvate dalla Camera c'è anche una modifica alla maggioranza parlamentare necessaria a deliberare lo stato di guerra: d’ora in poi per l’ok, che però con la riforma spetterà alla sola Camera dei deputati, servirà la maggioranza assoluta dei voti e non più solo quella semplice. Un passo che rappresenta un ragionevole punto di «mediazione» secondo il ministro Boschi. Opinione non condivisa da tutti: «Con una legge elettorale maggioritaria», ha detto Rosy Bindi, «che darà il 54-55% a chi vince, questo emendamento non è sufficiente a garantire che in futuro vi sia il rispetto della Costituzione».

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