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MAMBO 14 Febbraio Feb 2015 1150 14 febbraio 2015

Riforme, Mattarella non sia coinvolto nello scontro governo-opposizioni

Appello degli anti-Renzi al Colle. Ma nessuno può risolvere la crisi dei partiti.

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Sergio Mattarella, neopresidente della Repubblica, non si sarà sorpreso quando avrà saputo, o visto, i pestaggi alla Camera dei deputati.
Ricorderete lo sguardo ironico durante il suo discorso di insediamento quando disse che per far lavorare bene l’arbitro serve il concorso dei giocatori. Questi ultimi, Mattarella li conosce e fa bene a ricevere le opposizioni, ma farebbe male a prendere troppo sul serio quel che sta accadendo.
QUIRINALE FUORI DALLE LITI. Un punto deve essere chiaro, a mio sommesso parere, al capo dello Stato, mio ex collega e amico: deve stare fuori dalle liti di questo mondo politico senza qualità. Se vogliono menarsi, si menino; se vogliono fare brutte figure davanti ai cittadini, le facciano. Ma il presidente è fuori da questi giochi violenti, è al di sopra di tutti loro.
RENZI TIRA DRITTO. Questa partita che si sta giocando alla Camera, che diventerà unica, è indubbiamente paradossale.
Dal lato di Matteo Renzi c’è l’argomento forte che la fine del bicameralismo fa parte dei programmi di tutte le forze politiche da decenni e che la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie - in questo caso delle Regioni - è anch’essa materia lungamente discussa e universalmente condivisa.
SPAZIO ALLA RIFLESSIONE. Le opposizioni, interne al Partito democratico o esterne, chiedono un supplemento di riflessione e non è argomento da buttare nel cestino. Da buttare nel cestino sono le animosità dei berlusconiani che sfidano il ridicolo gridando al golpe dopo aver finora approvato tutto.
Come fa Sinistra ecologia e libertà a fare una conferenza stampa con Renato Brunetta condividendone i toni e il merito quando appena pochi giorni fa il forzista stava da tutt’altra parte?
COLLE SUPER PARTES. Mattarella si deve tener fuori da tutto questo (a differenza del suo ansioso e bravo predecessore), perché non si può fare nulla di fronte allo spappolarsi di questo residuo regime dei partiti che sopravvive. Sta scoppiando tutto.
POLITICA NEL CAOS. Silvio Berlusconi ormai non ne azzecca una neanche per sbaglio, Matteo Salvini ballerà ancora, ma sarà una nottata che finirà: l’uomo non ha spessore e già Giorgia Meloni lo sta mollando, forse attratta da una coalizione di centrodestra in cui potrà convergere con Raffaele Fitto e Pier Ferdinando Casini e persino con Angelino Alfano.
I cinque stelle sono il fenomeno ribelle della politica italiana, ma hanno portato a casa niente.
PD A IMMAGINE DEL CAPO. Il Pd è sempre più un amalgama non solo malriuscito ma che Renzi vuole ridisegnare a propria immagine e somiglianza. Il premier sente di avere il coltello dalla parte del manico, perché in caso di elezioni anticipate li può battere tutti.
Ma chi glielo ha detto che Mattarella, appena arrivato al Quirinale, scioglierà le Camere che lo hanno eletto?
GOVERNO A RISCHIO. Renzi pensa di avere tutto in mano, invece il suo governo traballa - e traballerà molto - con le procure già in sovraeccitazione. Quindi o il segretario dem rafforza l’esecutivo con la politica, cioè cercando accordi in Aula con le opposizioni, o deve 'comprare' parlamentari. Però non ha più il vento in poppa. La beffa è che ha eletto il miglior presidente della Repubblica ma lo ha fatto talmente male che mal gliene incoglie.

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