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IMBARAZZO 15 Febbraio Feb 2015 1639 15 febbraio 2015

Caso Lotito, il governo medita un intervento

Pronto un piano di Renzi e Delrio su Figc e Coni dopo le frasi choc. Malagò spinge per le dimissioni.

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Il patron della Lazio, Claudio Lotito.

Il caso Lotito non è per nulla chiuso.
Dopo le parole choc del presidente della Lazio il dirigente ha ricevuto diversi attestati di stima, come quello di Adriano Galliani, ma su di lui pende il giudizio del governo.
Secondo Repubblica da un colloquio fra il sottosegretario Graziano Delrio e Matteo Renzi sarebbe emersa la volontà di un «intervento deciso» su Coni e Figc con un piano che sarà declinato più precisamente in settimana.
SIAMO TORNATI AL FEUDALESIMO. E a chiedere un intervento dell'esecutivo è anche l'ad della Juve Beppe Marotta, intervenuto sul caso Lotito: «All'estero sorridono di noi, lo scenario, dove il rispetto delle persone non esiste più, è inquietante». «Mi sembra di essere tornato indietro ai tempi del medioevo con il feudalesimo».
I CONFLITTI DI INTERESSE DI LOTITO. «La prima cosa», ha dichiarato il manager bianconero, «è che il nostro presidente, in tempi non sospetti, è stato uno degli estensori del progetto di riforma da affidare al candidato e quindi al neo presidente federale. Ha definito comunque inadeguati i vertici societari, nella persona soprattutto del presidente Tavecchio. Io a settembre ho detto che accentrare troppo il potere in Lotito, un presidente di club, con vivaci conflitti di interessi, era molto pericoloso, e oggi siamo tornati a questo scenario. Scenario inquietante, dove il rispetto delle persone non esiste più, quindi mi chiedo cosa noi possiamo trasmettere ai nostri giovani».
CONI SPINGE PER DIMISSIONI. Anche il Coni, oltre le cautele formali, è in agitazione: vuole che Lotito rassegni presto le dimissioni da consigliere federale. Giovanni Malagò è pronto a esercitare la sua forza persuasiva: questione di credibilità per le istituzioni. Ma la Serie A, di sicuro, non ha alcuna voglia di sfiduciarlo.
PALAZZI APRE FASCICOLO. Stefano Palazzi, procuratore federale, aprirà un fascicolo per violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità, ex art 1 bis. Lotito e Iodice rischiano una squalifica, e per il presidente della Lazio c’è pure lo spettro della decadenza, che scatterebbe se la nuova sanzione, sommata alle precedenti, superasse il tetto dei 12 mesi.

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