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VOCI CONTRO 15 Febbraio Feb 2015 1821 15 febbraio 2015

Libia, M5s: «Le bombe peggiorano la situazione»

Di Battista e Sibilia: «Rivedere alleanze e politiche energetiche». Sel chiede diplomazia.

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Alessandro Di Battista del M5s.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha dato l'ok a una missione sotto l'egida Onu, Silvio Berlusconi ha condiviso l'idea di un intervento militare. Ma non tutti sono convinti della nuova guerra in Libia. «L'uso delle armi peggiorerà la situazione. Dobbiamo parlarne in Parlamento», hanno chiesto Alessandro Di Battista e Carlo Sibilia del direttorio M5s e hanno aggiunto: «Il caos in Libia è effetto delle decisioni dell'allora Pdl e del Pd che nel 2011 si chinarono alle pressioni di Francia e Usa a danno dell'Italia e della popolazione civile in Libia. E insistono con le bombe».
«CI SPARANO CON LE NOSTRE STESSE ARMI». «Temiamo che vogliamo mettere delle toppe, sempre le stesse bombe, ai buchi se non alle voragini che loro stessi hanno creato in passato. Ma spesso le toppe sono peggiori dei buchi», hanno spiegato i Cinque Stelle. «La Pinotti e Gentiloni non hanno alcuna credibilità dopo quello che hanno fatto in passato ma soprattutto rispettino la Costituzioni e riferiscano in Parlamento. Vorremmo ricordare che la Pinotti è lo stesso ministro che pensava di risolvere la questione Isis inviando un po' di armi ai curdi. Come si vede non aveva capito molto. Tra l'altro sbagliarono l'invio delle armi che poi finirono proprio in mano all'Isis. Ora c'è il paradosso che in Libia potrebbero spararci con le armi che noi gli abbiamo fornito».
«RIVEDERE ALLEANZE E POLITICHE ENERGETICHE». E ancora: «Noi del M5S siamo sempre stati contrari all'uso delle armi. Se l'intervento lo chiedesse l'Onu dovremmo comunque valutarlo. Piuttosto dobbiamo tagliare tutti i rapporti commerciali con gli Stati che finanziano l'Isis. Dobbiamo capire chi sono e rivedere le politiche energetiche dell'Italia». «Il nostro Paese», hanno concluso Di Battista e Sibilia, «sta rimanendo stretto in questa morsa di una guerra multipla: a Est con l'Ucraina, a Sud con la Libia e a Nord nel conflitto economico con il Nord Europa. Comunque, preveniamo le accuse dei soliti parolai dei partiti: no, non siamo affatto alleati dell'Isis ma mettiamo in guardia dal farsi prendere da questo nostalgico eccesso di belligeranza».

Esposito, numero due del Copasir: «Rischio Somalia»

La richiesta di una discussione ampia è arrivata anche dal vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito, senatore di area popolare (Ncd - Udc): «Qualsiasi decisione sulla delicatissima situazione in Libia deve necessariamente essere presa coinvolgendo il Parlamento. Non andranno però escluse tutte le azioni diplomatiche e politiche per scongiurare un intervento militare che, a causa della complessa situazione presente in Libia, potrebbe portare a tragiche conseguenze come già accaduto in Somalia, ma stavolta a pochi chilometri dall'Italia». «Ogni iniziativa», ha aggiunto Esposito, «dovrà essere portata avanti coinvolgendo l'Onu e la comunità internazionale, senza intraprendere soluzioni avventate che potrebbero causare danni maggiori al nostro Paese».
SEL: OK A MISSIONE, MA SERVE DIPLOMAZIA. Da Sinistra ecologia e libertà, invece, arriva l'ok alla missione Onu, ma con se e ma: «In una fase successiva al negoziato dell'Onu si può immaginare e sostenere come Italia una missione a guida Nazioni Unite che abbia funzione di peace keeping e di State building, ovvero di ricostruzione della statualità condivisa», ha affermato il capogruppo di Sel alla Camera Arturo Scotto. «Ho ascoltato con molta attenzione le parole di Romano Prodi nell'intervista a Rai News che condivido profondamente, innanzitutto nella ricostruzione della filiera delle responsabilità rispetto alla implosione della Libia, responsabilità passate e recenti. Contemporaneamente credo che si debba sostenere con forza la mediazione Onu dell'inviato Bernardino Leon che punta a costruire un accordo tra le parti, coinvolgendo il contesto macroregionale a partire da attori fondamentali come Qatar e Arabia Saudita», ha spiegato Scotto.

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