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ESTERI 15 Febbraio Feb 2015 1110 15 febbraio 2015

Libia, Pinotti: «Pronti a inviare almeno 5 mila uomini»

Il ministro: «L'Italia è pronta a guidare una coalizione per fermare il Califfato». Scattato il rientro degli italiani.

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Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni con il ministro della Difesa Roberta Pinotti.

Dopo le parole decise di Paolo Gentiloni di fronte all'offensiva dell'Isis in Libia anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha preso posizione: «L'Italia è pronta a guidare in Libia una coalizione di Paesi dell'area, europei e dell'Africa del Nord, per fermare l'avanzata del Califfato che è arrivato a 350 chilometri dalle nostre coste».
«Se in Afghanistan abbiamo mandato fino a 5 mila uomini, in un paese come la Libia che ci riguarda molto più da vicino la nostra missione può essere significativa e impegnativa, anche numericamente», ha spiegato in un'intervista al Messaggero.
FARNESINA: «ALLEGGERIRE NUMERO DI ITALIANI». La Farnesina intanto, dopo l'appello dell'ambascuata, ha spiegato che non si sta svolgendo «un'evacuazione dalla Libia, ma è in corso una delle preannunciate operazioni di alleggerimento dei connazionali presenti nel Paese»
Intanto è emerso che è dal primo febbraio scorso che, con un warning particolare pubblicato sul sito www.viaggiaresicuri, la Farnesina ha «ribadito il pressante invito ai connazionali a non recarsi in Libia e a quelli tuttora presenti a lasciare temporaneamente il Paese», a fronte del «progressivo deterioramento della situazione di sicurezza».
«INTERVENTO URGENTE». Il ministro ha detto che «ne discutiamo da mesi, ma ora l'intervento è diventato urgente, con mezzi e regole d'ingaggio in base al mandato Onu».
Secondo la Pinotti «bisogna fare come nei Balcani, dove per scongiurare la bonifica etnica abbiamo invitato decine di migliaia di uomini e abbiamo contingenti dopo vent'anni per stabilizzare territorio».
Quanto al potenziale del Califfato, qualche mese erano stati stimati 25 mila combattenti, ora secondo il ministro «potrebbero essere 30mila o anche più» e sugli armamenti ricorda «i momenti d'ombra» sulla sorte della armi di Gheddafi.
Quindi il ministro ha concluso spiegando che «ogni decisione e passaggio verrà fatto in parlamento. Giovedì 19 febbraio il ministro Gentiloni fornirà informazioni e valutazioni».

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