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ATTESA 16 Febbraio Feb 2015 1601 16 febbraio 2015

Bruxelles, al via l'intricato negoziato sul debito greco

I 28 ministri dell'Economia trattano. Regna lo scetticismo. Si va verso un prolungamento dell'accordo.

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da Bruxelles

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e l'omologo greco Yanis Varoufakis.

Estensione del programma o addirittura un nuovo piano.
Ci sono varie opzioni sul tavolo dell'Eurogruppo inziato nel pomeriggio del 16 febbraio a Bruxelles.
Ma poche speranze di trovare una soluzione per risolvere il problema del debito greco.
«Not very hopeful», è la frase più usata da alcune fonti europee per dire come potrebbe finire la riunione dei ministri dell'economia dell'eurozona.
«Di sicuro andrà avanti sino a notte fonda», dicono a Bruxelles.
LA SCADENZA: 28 FEBBRAIO. Per ora solo una cosa è certa: che il programma di aiuti per la Grecia scade il 28 febbraio e quindi entro quella data bisogna trovare un accordo tra le istituzioni greche e quelle europee della Troika (Banca centrale europea, Commissione Ue e Fondo monetario internazionale).
Ma forse l'Eurogruppo potrebbe essere solo il primo round: durante le riunioni tecniche svolte durante tutto il fine settimana tra le istituzioni greche ed europee «c'è stato solo uno scambio di vedute, nessuna negoziazione», ha detto un portavoce della Commissione europea, «il negoziato inizia con l'Eurogruppo».
Ma che si possa trovare un accordo è difficile, viste soprattutto le dichiarazioni rilasciate dai ministri dell'Economia e delle Finanze dei 19 all'ingresso del palazzo del Consiglio europeo prima di iniziare la riunione.
SCETTICISMO DI BERLINO. «Tutto quello che ho sentito sinora non rafforza il mio ottimismo sulla Grecia. Sono molto scettico, il governo greco non si è minimamente mosso», ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ricordando ancora una volta che «il programma scade a fine febbraio e deve essere rispettato. Se il tempo non basta», ha aggiunto, «bisogna riflettere che cosa si può fare, come abbiamo fatto a dicembre, ma finché il governo greco non vuole un programma non si possono pensare ad altre opzioni».

L'opzione più probabile? L'estensione del programma

Alexis Tsipras.

Sul tavolo dell'Eurogruppo c'è poco, «il governo greco non ha messo nessuna cifra», dice una fonte, così più che una estensione del programma «per ora si potrebbe negoziare una estensione temporale: dare più tempo al governo Tsipras».
Nell'attesa di sapere qual è la proposta ellenica, per il ministro austriaco Johann Georg Schelling - uno dei più restii a scendere a compromessi con Atene - «è escluso un nuovo programma. Lavoriamo per l'estensione del vecchio».
Un lavoro però che richiederà tempo: «Già si parla di un incontro straordinario per questo venerdì 20 febbraio», ha spiegato il ministro dell'Economia irlandese Michael Noonan, che anticipando la data del prossimo Eurogruppo straordinario si è detto «ottimista» e ha definito «l'estensione del programma la più probabile».
PAROLA CHIAVE: NEGOZIARE. Della stessa opinione è anche il ministro delle finanze francese Michel Sapin: «Penso che la buona soluzione sia l'estensione dle programma attuale, che permetterà la sicurezza e il tempo necessario per continuare la negoziazione».
Negoziare quindi è la parola d'ordine: il primo step è portare sul tavolo il risultato delle discussioni avute nel week end.
Poi si cercherà di trovare un piano comune per capire che cosa si può fare. Tutto a partire dalle proposte che la Grecia metterà sul tavolo.
AI TEDESCHI NULLA È CHIARO. Ed è proprio su questo che molti hanno mostrato scetticismo e soprattuto preoccupazione: «Non mi è chiaro cosa vuole il governo greco, ma conoscete uno solo a cui è chiaro?», ha detto il ministro tedesco.
A Bruxelles chi lavora dietro le quinte sottolinea come «i greci abbiano una scarsa conoscenza del funzionamento del sistema comunitario, dove sono i 19 Stati a decidere. Non abbiamo ancora capito che cosa vogliono».
«NON È TEMPO DI GIOCHI». Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis non ha fatto alcuna dichiarazione arrivando al palazzo Justus Lipsius, ma ha lanciato un messaggio chiaro dalle pagine del New York Times: «Non è tempo di giochi in Europa», ha detto escludendo che sia in corso da parte del suo Paese nei rapporti con i partner europei «un gioco di contrattazione, da vincere o perdere tramite bluff o sotterfugi tattici».
Il problema, osserva una fonte, «è che il nuovo governo greco ha avuto con Bruxelles un primo approccio molto conflittuale e questo non ha giovato a instaurare un dialogo basato sulla fiducia». Se quindi da un lato la disponibilità a trovare una soluzione comune c'è, da un lato mettersi d'accordo anche solo su termini, tempi, misure «non sarà facile». Così c'è chi spera che almeno si riesca a trovare un primo «agreement politico».
FLESSIBILITÀ LIMITATA. Nell'attesa, a tirare le fila è stato Valdis Dombrovski, vice presidente della Commissione europea per l'euro e il dialogo sociale, che entrando all'Eurogruppo ha sottolineato: «La via più realistica è l'estensione del programma, ma è chiaro che ci sarà una flessibilità limitata sulle condizioni che saranno decise per il programma».
Ed è proprio per questo, ha continuato, che prima di tutto «abbiamo bisogno di un segnale dalle autorità greche», per capire che cosa vogliono esattamente.
DURERÀ A LUNGO. Per ora a dare un segnale chiaro non è stato nemmeno il presidente dell'Eurogruppo che arrivando a Bruxelles in mattinata aveva anticipato una sua dichiarazione all'ingresso di palazzo Justus Lipsius. Appuntamento mancato.
Intanto l'Eurogruppo è iniziato e promette di durare a lungo.

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