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SCONTRO 17 Febbraio Feb 2015 1431 17 febbraio 2015

Grecia, l'Ue avverte: «Un piano B non esiste»

L'Ue: «Non c'è un piano B». Tsipras: «No ultimatum». Ma il governo pensa all'estensione del prestito. Schaeuble: «Decidano se stare o no nell'euro».

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Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras in parlamento.

Dietro alle parole forti, Atene potrebbe cedere alle richieste di Bruxelles. Il destino della Grecia è appeso al braccio di ferro tra il governo di Alexis Tsipras e le istituzioni europee, che non trovano un'intesa sulla ristrutturazione del debito. Il governo ellenico ha annunciato con fermezza che non accetterà le richieste dell'Ue, ma secondo alcune indiscrezioni Atene sarebbe intenzionata a chiedere il 18 febbraio un'estensione di sei mesi del programma di assistenza attuale, che scade il 28 febbraio, con condizioni da negoziare.
Sembra dunque che la Grecia sia vicina a cedere alla linea dell'Ue. Ma l'Eurogruppo vuole un'estensione del programma di aiuti nella sua interezza, cioè con strette condizionalità che consentano a Bruxelles di verificare gli impegni prima di versare gli aiuti.
PROPOSTE BOCCIATE. Dopo che il governo greco ha respinto le proposte dell'Eurogruppo del 16 febbraio, apostrofandole come «assurde» e «inaccettabili», il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas, su eventuali piani B in caso di mancata intesa, ha affermato: «Il piano A è che ci sia un accordo a 19 e questo è il solo piano sul tavolo. La decisione finale dovrà essere concordata da tutti i 19 stati membri dell'eurozona, e questo l'ha reso chiaro ieri l'Eurogruppo».
Anche il commissario agli affari economici Pierre Moscovici ha dichiarato senza esitazioni che «non c'è un piano B» per la Grecia, ed è «tempo che chieda l'estensione del programma».
SCHAEUBLE: «RESTARE NELL'EURO? DIPENDE DA ATENE». Per il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble «è una decisione interamente nelle mani della Grecia» se il Paese resterà nell'euro»: il ministro ha spiegato che tutto è legato alla permanenza di Atene in un programma di assistenza finanziaria e che in caso di un'uscita si creerà una situazione «difficile».
Il premier greco Alexis Tsipras, secondo quanto ha riferito Bloomberg, ha dichiarato che Schaeuble «ha perso le staffe», ribadendo che la vignetta pubblicata sul giornale di partito di Syriza, che raffigurava il ministro delle Finanze in divisa da nazista, è stata «infelice».
TSIPRAS: «SOLUZIONE FAVOREVOLE PER TUTTI». La replica di Atene a Bruxelles non si è fatta attendere: la Grecia non ha intenzione di accettare ultimatum ed è impegnata a «trovare una soluzione favorevole per tutti» si legge in una dichiarazione diffusa dall’ufficio del premier Tsipras, all’indomani del fallimento delle trattative con l'Ue. L'ultima dichiarazione dell'Eurogruppo è «una provocazione», ha detto il leader di Syriza, sottolineando che «la posizione dell'Eurogruppo non riflette quella dei leader Ue».
«LA DEMOCRAZIA GRECA NON PUÒ ESSERE MINACCIATA». «Il governo greco non accetterà ultimatum. È determinato a onorare il suo mandato e la storia della democrazia in Europa», si legge nella dichiarazione che descrive il possibile accordo come «completamente fattibile». La democrazia greca «non può essere minacciata», ha detto Tsipras all'emittente televisiva ellenica Vouli tv, aggiungendo che la Grecia non è una colonia o un paria dell'Europa.
«L'AUSTERITY? È MORTA». Il premier greco, dopo aver respinto l'ultimatum dell'Eurogruppo, ha anche ribadito che «il piano di austerity è morto». Lo ha riferito il magazine tedesco Stern. L'Eurogruppo ha dato tempo alla Grecia fino a venerdì 20 febbraio per decidere se accettare o meno un'estensione dell'attuale programma di aiuti.
ATENE: «NEMMENO CON UNA PISTOLA ALLA TEMPIA». Ma i toni di Atene sono durissimi: la Grecia «non firmerà un'estensione del programma di aiuti nemmeno con una pistola puntata alla tempia», ha detto il portavoce del governo ellenico Gavriil Sakellaridis alla Tv greca, aggiungendo che «anche l'altra parte sente la pressione ed è in ansia per ciò che potrebbe accadere, siamo certi di questo».
PADOAN: «EUROGRUPPO POCO UTILE, MA DIALOGO». Anche il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan è intervenuto sulla situazione di stallo tra Grecia e Ue: «L'Eurogruppo di ieri è stata una riunione poco utile, ma a partire da quello continua il dialogo in modo costruttivo», ha dichiarato.

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