Palazzo Della Regione 140331134703
DECISIONE 17 Febbraio Feb 2015 2103 17 febbraio 2015

Lombardia, ok a referendum per autonomia

Il Consiglio regionale dà via libera alla proposta. Decisivo il voto favorevole del Movimento 5 stelle.

  • ...

Il palazzo della Regione Lombardia.

Il Consiglio regionale lombardo ha approvato una proposta di referendum consultivo per chiedere più autonomia per la Regione, in base all'art. 116 della Costituzione. Il provvedimento, ispirato dalla Lega e sostenuto dal centrodestra, è stato approvato coi voti del M5s essendo richiesta la maggioranza di due terzi. Contrario il Pd.
VOTO ELETTRONICO. Ai voti del centrodestra e dei 5 Stelle si è aggiunto anche un voto in dissenso di Corrado Tomasi, consigliere regionale del Pd che ha votato a favore. Il governatore Roberto Maroni ha ora facoltà di indire il referendum entro 18 mesi, e la consultazione dovrebbe tenersi per la prima volta con voto elettronico così prevede infatti una nuova legge approvata sempre oggi a larga maggioranza su proposta del Movimento 5 Stelle. Questo il quesito che sarà sottoposto ai cittadini della Lombardia: «Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione?».
SCONTRO LEGA-PD. Il quesito referendario è frutto di una mediazione rispetto ai progetti originari del centrodestra - dalla macroregione del Nord proposta in campagna elettorale alla richiesta di Statuto speciale ipotizzata successivamente - ma secondo i promotori è più 'sostenibile' rispetto a eventuali rilievi di costituzionalità. Il centrosinistra ritiene da parte sua inutile e propagandistico il referendum, essendo già possibile chiedere competenze in più alla Regione in base appunto all'articolo 116 della Costituzione. E infatti in serata è sfumato un accordo col Pd, che aveva proposto a Maroni di sospendere l'approvazione del referendum con l'impegno di avviare una trattativa diretta col governo, sempre sulla base dell'articolo 116 della Costituzione, valutando solo dopo un esito negativo l'ipotesi della consultazione popolare. Il governatore ha risposto di essere disponibile a chiedere una trattativa con il governo ma ha spiegato di non poter accettare il percorso indicato dal Pd, perché in un secondo momento sarebbe tecnicamente 'inammissibile' convocare un referendum.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso