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STRAPPO 19 Febbraio Feb 2015 2157 19 febbraio 2015

Berlusconi vuole cacciare Fitto, ma non ha gli strumenti

Silvio spinge per mandarlo via il 7 marzo. Il ribelle non ci sta: mancano le regole statutarie.

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Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto.

Liberarsi di Raffaele Fitto prima della sua nuova discesa in campo dopo la fine dell’espiazione della pena inflittagli dalla condanna Mediaset.
Questo, secondo indiscrezioni raccolte da Lettera43.it, il piano che Silvio Berlusconi avrebbe rivelato in alcuni colloqui privati.
ADDIO PRONTO: IL 7 MARZO. L’ex premier avrebbe in mente una data precisa: il 7 marzo, il giorno prima del termine del suo affidamento ai servizi sociali che scade l’8 marzo.
A chi gli ha parlato sarebbe apparso molto determinato. Se poi Berlusconi veramente lo farà, e soprattutto ci riuscirà, difficile stabilirlo.
MA CON QUALI STRUMENTI? Anche perché la sua ira contro il “ribelle” - che avrebbe già voluto sospendere dal partito una settimana fa, quando i fittiani disertarono la riunione dei gruppi parlamentari - va a cozzare con la mancanza di strumenti previsti dallo Statuto per procedere all’espulsione.
A tutt’oggi infatti Forza Italia è priva del collegio dei probiviri.
Non è mai stato nominato perché il passaggio dal Popolo della libertà al partito azzurro delle origini, dopo la scissione di Angelino Alfano nel novembre del 2013, si è consumato in un’assemblea nazionale.
E non con un vero congresso.
MANCANO REGOLE STATUTARIE. Ecco perché Fitto e la sua quarantina di parlamentari possono definire gli organismi dirigenti «privi di regolarità statutaria».
Ed ecco perché l’ex governatore pugliese, ex ministro agli Affari regionali e recordman di preferenze alle elezioni europee, può dire con sicurezza che Berlusconi non ha gli strumenti per cacciarlo.

L'estrema soluzione: una scomunica politica altisonante

Maurizio Bianconi.

Ma il Cav potrebbe avvalersi di un pronunciamento politico di disconoscimento di colui che una volta definiva «la mia protesi».
Insomma potrebbe trattarsi di una scomunica politica altisonante. O potrebbe procedere, come aveva già minacciato, a un sospensione dal partito.
QUI SI VA IN TRIBUNALE. A quel punto però la guerra azzurra rischierebbe di finire anche in tribunale.
Maurizio Bianconi, fittiano di ferro ed ex tesoriere del Pdl, già minaccia: «Berlusconi non ha alcuna arma per cacciarci, ma sia chiaro, lui è solo un presidente pro tempore, perché non è stato mai fatto un congresso».
Ma il commissariamento della Puglia, la terra di Fitto, con l’esclusione dalla liste alle Regionali degli uomini vicini al “ribelle” la dice lunga sui propositi di Silvio.
IL RIBELLE CONTRO 'I MATTEI'. Anche se certamente suonerebbe surreale cacciare per aver danneggiato l’immagine del partito proprio colui che, in nome dell’identità di quello stesso partito, dei suoi ideali liberali, a più riprese ha invitato Berlusconi a non sdraiarsi in modo supino sulla linea dei due “Mattei” di turno, ribadendo come un ritornello: voglio Forza Italia, non voglio «né Forza Renzi né Forza Salvini».
E ancora: «Che fai, ci cacci perché sul patto del Nazareno avevamo ragione noi?».

I fittiani non hanno alcuna intenzione di andarsene

Berlusconi al cospetto delle bandiera di Forza Italia all'Eur di Roma.

Una cosa però appare certa: Fitto e i suoi non hanno alcuna intenzione di andarsene.
Almeno per ora.
L’ex governatore lo ha ribadito anche il 19 febbraio: «L’epurazione non porterà a nulla, perché noi resteremo dentro il partito per ricostruirlo».
Il primo appuntamento sarà per sabato 21 marzo a Roma con la manifestazione dei “Ricostruttori”, sotto le bandiere di Forza Italia.
PROVA DI FORZA DEI DISSIDENTI. Una prova tangibile del grado di resistenza e forza fittiana in quella che ormai appare come una guerra aperta tra “il ribelle” e il vecchio, ma indomito, “generale” fondatore del partito.
Ma la vera resa dei conti è destinata a consumarsi dopo le elezioni regionali: Se Forza Italia ne uscirà a pezzi, Fitto a suo modo potrebbe dichiarare vittoria.
Forse è proprio per questo che Berlusconi vorrebbe tanto riuscire a cacciarlo prima. Magari il 7 di marzo.

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