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TELEVISIONE & POLITICA 19 Febbraio Feb 2015 0700 19 febbraio 2015

Rai, Editto bulgaro bis per sabotare i programmi anti-Berlusconi

Nel 2010 Verro scrisse al Cav: «Mettiamo paletti e strettoie a 8 trasmissioni». Pd: «Urgono riforme».

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Il consigliere di amministrazione della Rai, Antonio Verro.

Una lettera per 'sabotare' il servizio pubblico della Rai in favore dell'allora premier Silvio Berlusconi. E che Il Fatto Quotidiano ha già ribattezzato come «l'editto Bulgaro 2.0».
Secondo il quotidiano diretto da Marco Travaglio le 13 righe contenute nella missiva datata 2010 e che sarebbe stata firmata dal consigliere di amministrazione di Viale Mazzini Antonio Verro e pubblicata nell'edizione di giovedì 19 febbraio de Il Fatto Quotidiano, contengono le prove di come si volessero «bloccare i programmi anti-Berlusconi» in Rai.
VERRO SMENTISCE TUTTO. Il 25 agosto, infatti, il rappresentante di Forza Italia - che ha smentito la lettera, spiegando che si tratta solo di «una montatura» - scrisse al presidente del Consiglio, allegando «otto schede sintetiche delle trasmissione» che più lo preoccupavano: «Temo che siano fortemente connotate da teoremi pregiudizialmente antigovernativi».
PALETTI PER LE TRASMISSIONI. Nel mirino di Verro, come ricostruito da Il Fatto Quotidiano, ci sarebbero stati Annozero, Parla con me, Che tempo che fa, In mezz'ora, Ballarò, Lineanotte Tg3, Report e Glob.
«Nonostante i nostri vari tentativi», avrebbe scritto Verro, «penso non ci sia più niente da fare»: «Unico rimedio ipotizzabile, sarebbe quello di mettere paletti relativi a composizione del pubblico, strettoie organizzative e scelta di ospiti politici (e non), tramite i direttori di rete», sarebbe stata la proposta del consigliere della Rai che ha già fatto sapere come sia «impossibile» che lui abbia mai ipotizzato questa soluzione.
PETRUNI DIRETTORE DI RAIDUE. Sempre nella stessa lettera, Verro avrebbe anche proposto, considerandola di «fondamentale importanza», «la nomina di Susanna Petruni a direttore di RaiDue», oltre a «verificare che il direttore generale si determini a un puntuale controllo sul direttore di RaiTre».
Anche in questo caso il forzista ha «smentito al 100%», precisando che la scelta di «fare uscire proprio adesso questa missiva significa volerlo mettere in difficoltà alla vigilia del consiglio in cui deve essere votata la riforma della Rai».
BONACCORSI: «CASO CONFERMA URGENZA RIFORMA». Sul caso è intervenuta la responsabile Cultura della segreteria Pd Lorenza Bonaccorsi: «Il caso Verro svelato dal Fatto quotidiano conferma quanto il premier Matteo Renzi faccia bene a dare priorità alla riforma della Rai, che sta prendendo corpo. Il legame diretto tra politica e servizio pubblico radiotelevisivo va tagliato».
GOTOR-FORNARO: «PAROLE DA DIMISSIONI». In una nota i senatori dem Miguel Gotor e Federico Fornaro hanno affermato: «Se i fatti sono veri la presenza di Verro nel Cda della Rai non è più possibile. In un paese normale Verro si sarebbe già dimesso e in ogni caso non è accettabile che si faccia finta di niente».

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