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CRISI 20 Febbraio Feb 2015 1200 20 febbraio 2015

Grecia, la lettera ai contribuenti della Germania

Lettera di un cittadino greco ai tedeschi: «La generosità verso Atene vi conviene».

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Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e l'omologo greco Yanis Varoufakis.

Caro contribuente ti scrivo.
Nella giornata più drammatica per la Grecia, del muro a muro con Berlino e del fallimento dietro l'angolo, un cittadino di Salonicco, Giorgos Christides, ha imbracciato carta e penna per rivolgersi alla maggioranza dei tedeschi contrari al taglio del debito di Atene.
Il 68%, secondo un sondaggio di febbraio della società Emnid per il tabloid più letto in Germania, la Bild.
Solo un quarto dei tedeschi, tuttavia, (26%) si è espresso per l'uscita della Grecia dall'Eurozona: il 72% resta convinto che la Grecia ce la possa fare, per quanto con l'austerity.
MORAL SUASION. Esiste un margine d'azione. E, con la missiva, Christides ha tentato la moral suasion. Ricordando offese fatte e subite - da ambo i lati - ma impegnandosi anche a un uso responsabile dei crediti.

Per la Germania il no dell'onta

Il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem e il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis.

«Cari contribuenti tedeschi» inizia del carteggio. Christides sa scrivere bene, è un giovane contributor di Bbc World e dell'edizione inglese di Spiegel online.
Ma stavolta parla anche da cittadino, a nome del suo Paese e del 60% di giovani come lui, disoccupati. E azzarda una captatio benevolentia.
«A scuola mi capitò un fatto che mi ricorda la situazione attuale greca», scrive, «a 15 anni chiesi al mio migliore amico di prestarmi 10 mila dracme senza indugiare. Dipende da cosa ne fai, mi rispose. Se è per un'operazione al cuore sì. Ma non per un computer nuovo».
L'AMICO SEVERO. L'amicizia, lascia intendere il greco, a volte è anche dire no. «Il paletto mi fece molto male, ero furioso», racconta ammettendo di avere imparato che «raramente nella vita si ottiene qualcosa facilmente».
I due continuarono lo stesso ad andare d'accordo. Più avanti il ragazzo fu anche scelto dall'amico come testimone di nozze e, da adulto, confessa di «comprendere quel quasi 70% di contribuenti» che non vogliono finanziare nuovi debiti con i «loro soldi guadagnati duramente».
LA GENEROSITÀ CONVIENE. Ma Cristides tenta di convincere i tedeschi che «tanta generosità sarebbe nel loro interesse». Con l'uscita di Atene dall'euro, i «quasi 50 miliardi di euro già prestati andrebbero in fumo». E la responsabilità di aver detto no ricadrebbe sui «contribuenti e sul governo tedeschi: sulle tivù, sui tablet, sugli smartphone del mondo intero rimbalzerebbero le immagini di un Paese fallito dentro all'Unione europea», «dei cittadini greci afflitti dal crollo delle importazioni, dalle restrizioni dei flussi di capitale, dall'inflazione e dalla miseria estrema».
TEDESCHI NEL MIRINO. Tutto per colpa della Germania, scandirebbero le edizioni dei tg: eco mediatica che anche la cancelliera Merkel vuole sgonfiare. Senza contare la «reazione a catena» di altri Stati deboli dell'Eurozona.
Tornando alle vecchie monete, le banche centrali nazionali potrebbero tornare a stampare moneta: un potere «catastrofico» per la Germania, che con un euro in versione supermarco cesserebbe di essere il 'motore d'Europa».

Odio anti-tedesco: la mano tesa conviene

La disoccupazione giovanile in Grecia ha raggiunto il 62%.

Venirsi incontro conviene a tutti, raccomanda Christides.
Certo, «qualche tedesco è contrario a nuovi aiuti, per i toni usati dai greci. Il giornale di partito di Syriza (sinistra radicale del premier al governo, ndr) ha da poco raffigurato il vostro ministro alle Finanze Wolfgang Schäuble in uniforme nazista».
OFFESE RECIPROCHE. Scelta «infelice», anche per lui. Ma che dire allora dell'«Afrodite greca disegnata dal magazine tedesco Focus con il dito medio alzato e la scritta «truffatori»?
A breve termine, ai tedeschi la Grexit potrebbe tornare comoda: «Vacanze scontate del 60% con la dracma», per quei «2 milioni di tedeschi che, già quest'estate, hanno prenotato le ferie in Grecia».
LEZIONI DI STORIA. Ma metterebbero piede in un Paese di disperati, «scuri in volto e ostili verso i tedeschi, non proprio il luogo ideale per rilassarsi, converrete», consiglia un po' ironicamente Christides, da buon amico, che «sarebbe meglio non fare come il suo vecchio amico di scuola».
Già la storia dimostra che accanirsi nel punire è disastroso, l'interesse generale è spesso anche l'interesse dei singoli. Ma i tedeschi, come i greci, avranno imparato la lezione?

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