TERRORISMO 20 Febbraio Feb 2015 0600 20 febbraio 2015

Isis, il passato mediocre di Abu Bakr al Baghdadi

Studente modesto e respinto. Esonerato dalla leva. Miope e timido. Documenti e foto raccontano la gioventù del Califfo. Zero meriti, molta tenacia (foto).

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Il califfo Abu Bakr al Baghdadi è il primo sulla kill list degli Usa, ma i servizi segreti non amano diffondere dettagli sulla sua vita passata, avvolta in un paio di foto sbiadite e da molte speculazioni.
È presumibile che in Iraq l'intelligence americana abbia avuto voglia e modo di scartabellare tra le carte del superterrorista più ricercato al mondo, capo dell'Isis, risalendo almeno alle notizie inedite recuperate, in un'inchiesta, dai giornalisti della Sueddeutsche Zeitung e della tivù publica tedesca Ard (guarda la gallery)
IL CALIFFO FANTASMA. Magari il Pentagono non ha diffuso immagini e informazioni che, poco mediaticamente, avrebbero smontato l'idea del mostro: un uomo, per le stesse autorità irachene, «poco trasparente» e dalla biografia «fantasma».
Il viso allungato di al Baghdadi da giovane e la sua espressione studiosa stridono con il volto consumato e un po' imbolsito del bandito crudele che sarebbe diventato. Chi ha avuto a che fare con lui non vuole apparire, perché, «amici stretti ed ex compagni di scuola sono stati uccisi da lui».

Il diploma di liceo di al Baghdadi. (Ard/Sz)


NON SPICCAVA PER MERITI. In mezzo alla metamorfosi c'è stata la guerra americana.
Poi l'esplosione del terrorismo e la degradazione dell'Iraq. Ma prima di emergere come mente politica del regno del Male, barba lunga e tonaca nera, al Baghdadi non spiccava per meriti scolastici né militari.
«L'abbiamo visto apparire di punto in bianco, come califfo. Lui, ragazzo comune di una famiglia comune», racconta di stucco chi calciava a palla in strada con lui.

Allievo mediocre, esonerato per scarsa salute dalla leva

Al Baghdadi studente e giovane muezzin. (Ard/Sz)  


Bocciato malgrado i buoni voti in matematica, la maturità era troppo bassa per entrare, come avrebbe voluto, alla facoltà di Legge.
Riformato dalla leva per carenze fisiche, il capo dell'Isis sarebbe poi diventato dottore in teologia. Con bei voti sì, ma per ripiego.
Per indole, per sicurezza o anche per nascondere i suoi punti deboli, al Baghdadi è molto riservato. Appare solo lo stretto necessario (un solo video, dal luglio 2014), mantenendo volutamente un'immagine di sé sfocata e oscura.
Per indagare sull'autoproclamato califfo Ibrahim, ex qaedista iracheno, il team tedesco ha dovuto insistere molto, riuscendo alla fine a ottenere il via libera, e anche l'appoggio, dell'ufficio del primo ministro iracheno Haidar alAbadi.
FIGLIO DI CONTADINI. I giornalisti hanno parlato con i vicini e i conoscenti di al Baghdadi nella città natale di Samarra, spulciando negli archivi delle scuole e delle amministrazioni.
Qualcosa di lui si sa e si ricorda, le tracce esistono. Ma in tanti hanno paura. Sei fotografie e numerosi numerosi documenti della sua vita, tra i quali il certificato di diploma superiore e gli attestati da studente e dottorando dell'Università coranica di Baghdad, sono emersi dall'inchiesta durata mesi.
Al Baghdadi risulta nato il primo luglio 1971, con il nome originario di Ibrahim Awad Samarra Ibrahim al Badri, secondo tra i quattro figli di una famiglia di contadini, ben lontana dalla discendenza spacciata dal profeta Maometto.
MIOPE E TIMOROSO. Il futuro califfo non era neanche un combattente. Matematica a parte, i risultati a scuola erano mediocri («un allievo calmo, ma modesto»), specie in inglese. Malgrado ciò, al capo dell'Isis piaceva di più studiare che fare attività fisica.
Il voto finale del liceo fu, tutto sommato, discreto: 481 punti su un massimo di 500, più il bonus del «fratello martire», morto soldato sotto Saddam Hussein.
Al Baghdadi non avrebbe potuto. Alla chiamata di leva, era stato respinto perché non sufficientemente in forma. Un certificato sanitario dell'università ne avrebbe poi documentato la «miopia» e, secondo alcune testimonianze, aveva paura di parlare in pubblico.
Un passato nell'ombra, non proprio alla Osama bin Laden.

Il buio sulla scalata in al Qaeda, poi l'Isis

La casa di Al Baghdadi a Samarra. (Ard/Sz)


In compenso, intimamente al califfo piaceva molto dominare, sin da piccolo.
Nel documentario della Ard, i compagni di gioco nella periferia povera di Samarra ricordano che voleva «essere sempre un leader, amava il potere».
La sua ambizione era studiare Legge e, come seconda possibilità, Lingue e Scienze della Formazione.
Ma entrambe le candidature accademiche furono respinte, per un diploma non sufficientemente buono. Al Baghdadi dovette allora ripiegare al Dipartimento di Diritto dell'Università di Giurisprudenza islamica di Baghdad, passando poi agli studi coranici.
Questo si sa del califfo fino al 2004 quando, un anno dopo il matrimonio con la sua prima moglie, il capo dell'Isis fu arrestato dall'esercito americano e rinchiuso, per una motivazione non chiara, nella prigione Usa di Camp Bucca per detenuti comuni.
DOTTORE IN TEOLOGIA. Lì al Baghdadi sarebbe rapidamente scivolato nella china jihadista.
Da quel momento si iniziano anche ad avere suoi dati dell'intelligence. I documenti recuperati da Sz e Ard fugano, tra l'altro, il dubbio che il futuro califfo fosse rimasto segretamente detenuto - o addirittura addestrato - dalla Cia, tanto poche erano le notizie in circolazione su di lui.
Giudicato non più pericoloso e rilasciato nel dicembre 2004, al Baghdadi si iscrisse ancora all'università islamica, contattata già durante la detenzione, per un dottorato post laurea.
«Molto buona» la valutazione della sua tesi finale, nel 2007, anche se il relatore annotava diversi errori di ortografia.
Intanto il futuro califfo era diventato muezzin del distretto di Baghdad di Tobdschi. In questi anni, la carriera terroristica di al Baghdadi sarebbe decollata, con la scalata in al Qaeda in Iraq, poi Isi, infine Isis.
EMIRO, POI CALIFFO. Nel 2010 era l'autoproclamato emiro dello Stato islamico in Iraq (Isi).
Dal luglio 2013 è il califfo dello Stato islamico in Iraq e Siria (Isis) che terrorizza il mondo. Rivendendosi, paradossalmente per le sue buone competenze teologiche.
Un percorso di radicalizzazione che resta poco chiaro, a maggior ragione dopo la ricostruzione degli ultimi documenti. Per le intelligence occidentali, al Baghdadi era amico personale del superterrorista giordano Abu Musab al Zarqawi, la mente strategica della qaedizzazione dell'Iraq che fu ucciso in un raid americano, già nel 2006.
Le date collimano poco. E se al Baghdadi frequentava al Zarqawi nessuno se n'è accorto.

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