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RIFORMA 20 Febbraio Feb 2015 1713 20 febbraio 2015

Jobs Act, approvato il decreto per contratto a tutele crescenti

Ok dal Cdm al decreto sul lavoro. Il premier: «Riconosciuti i diritti di una generazione». Ma resta la norma sui licenziamenti collettivi. Critica la Cgil.

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Il premier Matteo Renzi.

Addio ai Co.co.co, reggono i licenziamenti collettivi.
Il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto attuativo del Jobs Act sul contratto a tutele crescenti. E il premier Matteo Renzi non ha esitato a definire quella di venerdì 20 febbraio «una giornata storica, attesa da un'intera generazione».
Nel provvedimento che modifica l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, inoltre, sono compresi anche i cosidetti 'licenziamenti collettivi' (non sono state quindi ascoltate le richieste delle commissioni Lavoro di Camera e Senato).
RENZI: «RICONOSCIUTI DIRITTI A GENERAZIONE». Entusiasta il presidente del Consiglio: «Una generazione vede finalmente riconosciuto il proprio diritto ad avere tutele maggiori. Parole come mutuo, ferie, buonuscita, diritti entrano nel vocabolario di chi fino a ora era escluso».
«ROTTAMIAMO CO.CO.CO». Il premier ha marcato l'attenzione su un suo 'tormentone', i Co.co.co: «Oggi è un giorno atteso da molti anni per una parte degli italiani, ma soprattutto atteso da un'intera generazione che ha visto la politica fare la guerra ai precari ma non al precariato. Noi rottamiamo un certo modello di diritto del lavoro e l'art. 18, i cococo e i cocopro».
Il segretario del Partito democratico ha rivendicato che con le nuove norme «circa 200 mila persone passeranno presto da contratti di collaborazione a un contratto di lavoro stabile».
NUOVE NORME DAL 2016. Intanto dal Consiglio dei ministri era emerso in precedenza che l'abolizione dei contratti a progetto e dell'associazione in partecipazione e la rimodulazione delle altre tipologie contrattuali dovrebbero andare in vigore dal 2016.
Per il 2015, si è appreso, sarà ancora possibile stipulare questi contratti mentre anche dopo il 2016 sarà possibile stipulare co.co.pro con accordi sindacali.
«VIA ALIBI PER ASSUMERE». Il governo ha «tolto gli alibi» a chi dice che assumere in Italia non è conveniente.
«Abbiamo ridotto le tasse e tolto incertezze. Il lavoro presenta più flessibiltà in entrata e più tutele in uscita», ha spiegato con orgoglio il premier italiano.

Poletti: «Part time in caso di gravi patologie»

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Dopo il Cdm ha illustrato nel dettaglio le norme anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: «In caso di gravi patologia, in aggiunta a quelle oncologiche già previste, si potrà trasformare il lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale. Basta quindi con 'o stai a lavorare o vai a casa'».
Secondo il ministro il governo ritiene che ci sia equilibrio nelle norme del decreto attuativo del Jobs Act sul contratto a tutele crescenti e su quello che riguarda la Naspi (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego ndr) e per questo ha deciso di non cambiarle.
VERIFICA SU CONTRATTI ESISTENTI. Il decreto del governo sulle tipologie contrattuali vieta la stipula di nuove collaborazioni a progetto e prevede, per quelle in essere che ci sia una verifica. Nel caso il lavoro sia prevalentemente organizzato dal committente dovranno essere trasformate in rapporti di lavoro subordinato.
CONGEDI PARENTALI DA TRE A SEI ANNI. Sulle nuove norme per la maternità Poletti ha illustrato l'estensione del periodo di tempo per fruite dei permessi parentali da 3 anni a 6 anni.
«Abbiamo equiparato maternità e paternità con le adozioni o gli affidi perché riteniamo che quella famiglia ha gli stessi diritti», ha aggiunto il ministro.
OBIETTIVO RENDERE NORMALE ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO. Poletti ha ribadito l'obiettivo del governo: rendere «normale» l'assunzione a tempo indeterminato.
«In Italia da molti anni è diventato normale assumere con tutte le tipologie contrattuali meno che con il contratto a tempo indeterminato. La nostra scommessa è rovesciare il ragionamento», ha concluso il ministro.

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