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NUOVE NORME 20 Febbraio Feb 2015 1909 20 febbraio 2015

Jobs Act, Cgil: «Non è lotta alla precarietà, restano divari»

Critica anche la Cisl. Damiano: «Errore su licenziamenti collettivi». Di Battista: «Presto generazione 300 euro».

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La leader della Cgil, Susanna Camusso.

Il via libera del Jobs Act dal Consiglio dei ministr ha suscitato l'entusiamo del premier Matteo Renzi.
Ma le reazioni negative sul provvedimento, di sindacati e opposizioni, non sono tardate ad arrivare.
CGIL: «MANTIENE DIFFERENZE». Il primo commento di Susanna Camusso è netto: «Il Jobs Act è il mantenimento delle differenze e non la lotta alla precarietà».
«Il contratto a tutele crescenti è la modifica strutturale del tempo indeterminato che ora prevede, nel caso di licenziamento illegittimo o collettivo, che l'azienda possa licenziare liberamente pagando un misero indennizzo», ha affermato la Cgil in una nota.
Per il sindacato «quello che il governo sta togliendo e non estende ai lavoratori stabili e precari, andrà riconquistato con la contrattazione e con un nuovo Statuto dei lavoratori».
CISL: «POCO CORAGGIO SU PRECARIETÀ». Critica anche la leader Cisl Annamaria Furlan: «È un primo intervento solo parziale. Avremmo voluto un atteggiamento più coraggioso del governo sulla effettiva abolizione delle forme di precarietà».
Si è in attesa dei testi, «ma l'esultanza del presidente del Consiglio è assolutamente ingiustificata perché con queste norme cambierà poco e niente».
DAMIANO: «ERRORE SUI LICENZIAMENTI». Commenti negativi anche dallo stesso Pd sulle nuove norme.
Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera ha puntanto il dito contro la parte sui licenziamenti collettivi: «Siamo di fronte a una scelta politica sbagliata e non rispettosa del dibattito parlamentare»
DI BATTISTA: «TASSELLO PER GENERAZIONE 300 EURO». Come era facile da prevedere molto critici i cinquestelle.
Alessandro Di Battista ha spiegato che «il Jobs act è un'arma in mano a quelle multinazionali, spesso straniere, che colpiscono la piccola e media impresa».
«È il primo tassello per costruire la 'generazione trecento euro', un po' quello che è successo in Grecia. Speriamo che i cittadini se ne rendano conto», ha concluso amaro il deputato grillino.
CONFINDUSTRIA: «DLGS MIGLIORATO». La Confindustria ha apprezzato il lavoro del governo sul Jobs Act sottolineando che il dlgs sul contratto a tutele crescenti «sotto alcuni aspetti tecnici, è stato migliorato».
In una nota l'associazione ha apprezzato anche che siano state confermate le norme sui licenziamenti collettivi.

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