Renzi Poletti 141224141747
SCHEDA 20 Febbraio Feb 2015 2024 20 febbraio 2015

Jobs act, cosa prevede il decreto

Tutele crescenti. Stop a co.co.co e articolo 18. I punti della riforma del lavoro.

  • ...

Addio all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per le nuove assunzioni con il contratto a tutele crescenti, allungamento della durata del sussidio di disoccupazione, stop ai contratti a progetto, rimodulazione delle tipologie contrattuali, possibile demansionamento, allungamento dei tempi per la fruizione del congedo parentale facoltativo: sono le principali novità in arrivo nel mercato del lavoro. Il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente il decreto attuativo del Jobs Act. Ecco cosa prevede:

CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI. Da marzo 2015 arriva il nuovo contratto a tutele crescenti. Chi assume con questo strumento, godrà di una cospicua decontribuzione a carico dello Stato. Per le nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato si limita la possibilità del reintegro del lavoratore, prevedendo invece l’indennizzo economico crescente con l’anzianità di servizio. Il reintegro è possibile solo in caso di licenziamento discriminatorio o per licenziamento disciplinare per il quale venga provata l’insussistenza del fatto materiale contestato. Per le piccole imprese restano le regole attuali.

LIMITAZIONE DI COCOPRO E COCOCO. L’abolizione dei contratti a progetto e dell’associazione in partecipazione e la rimodulazione delle altre tipologie contrattuali dovrebbero entrare in vigore dal 2016. Per il 2015 sarà ancora possibile stipulare questi contratti mentre anche dopo il 2016 sarà possibile stipulare co.co.pro con accordi sindacali.

ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE UNIVERSALE. Tra i nuovi ammortizzatori sociali c'è la «Dis-Coll», cioè l’indennità di disoccupazione per i collaboratori che hanno almeno tre mesi di versamenti contributi; ha una durata pari alla metà dei mesi di versamento e potrà arrivare ad un massimo di sei mesi. L’altra novità è la «Naspi», l’assegno di disoccupazione universale, che scatta da maggio e che, rispetto all'Aspi durerà più a lungo. Il sussidio sarà pari alla metà dei periodi contributivi degli ultimi quattro anni, in pratica potrà arrivare al massimo a 24 mesi. Il sussidio è commisurato alla retribuzione ma non può superare i 1.300 euro. Dopo i primi quattro mesi diminuisce del 3% al mese.

TEMPO DETERMINATO, NO MODIFICHE, RESTA JOB ON CALL. Il contratto a termine mantiene la durata massima a 36 mesi, si prevede un'estensione del campo di applicazione del contratto di somministrazione mentre viene confermato il contratto a chiamata. Per il voucher viene elevato il tetto dell'importo per il lavoratore da 5 mila a 7 mila euro mantenendolo nei limiti della no tax area.

PART TIME IN CASO DI GRAVI PATOLOGIE. In caso di gravi patologie i lavoratori del settore pubblico e privato hanno diritto di trasformare il rapporto di lavoro indeterminato in part time.

ESTENSIONE DEL CONGEDO PARENTALE. Per prendere il congedo parentale facoltativo (sei mesi in complesso) si avrà tempo fino ai 12 anni di vita del bambino (adesso l'età massima à otto). Sale da tre a sei anni l'età entro la quale il congedo facoltativo che si prende è retribuito parzialmente (al 30%).

LICENZIAMENTI COLLETTIVI E DEMANSIONAMENTO. Il governo conferma le nuove regole anche per i licenziamenti collettivi, nonostante il parere contrario delle commissioni parlamentari. Il ragionamento è che i licenziamenti collettivi sono per loro natura economici e quindi oggettivi. Il decreto prevede anche la possibilità di demansionare il lavoratore senza modificare il suo trattamento economico in caso di processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale.

Correlati

Potresti esserti perso