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POLEMICA 22 Febbraio Feb 2015 1016 22 febbraio 2015

Jobs Act, Serracchiani: «Testo condiviso con la minoranza Pd»

Il vicesegretario dem: «Ncd esulta per riforma di sinistra». Camusso: «Si va verso la costituzione di uno stato servile».

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Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.

Il testo del Jobs act «è stato largamente condiviso anche con la minoranza Pd».
Così il vicesegretario del Pd Debora Serracchiani ha risposto alle critiche della sinistra Pd sui decreti attuativi del Jobs act. «Mi fa piacere che Ncd esulti per una riforma di sinistra».
Serracchiani ha preso le distanze anche da Stefano Fassina, critico verso il Jobs act: «Questa riforma aumenta le tutele. Fassina era critico e lo resterà, ma deve rispondere al fatto che le imprese hanno aspettato questa riforma per assumere tanti giovani. Gli imprenditori non hanno più alibi per non assumere».
CAMUSSO NON CI STA. Chi non esulta per la riforma del lavoro è Susanna Camusso, segretario generale della Cgil: «Si deve fare ogni sforzo per ricostruire un diritto del lavoro dopo i danni determinati dalle scelte del governo. Vanno affermati diritti universali di tutti coloro che lavorano indipendentemente dal contratto».
Secondo Camusso l'introduzione del contratto a tutele crescenti e lo svuotamento dell'articolo 18 vanno nella direzione di una delegittimazione dei diritti dei lavoratori: «La monetizzazione crescente non è un rapporto di lavoro nel quale si realizza la libertà del lavoratore. C'è piuttosto lo stato di perenne condizionamento, la costituzione di uno stato servile e non paritario».

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