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INTERVISTA 22 Febbraio Feb 2015 1500 22 febbraio 2015

Libia, Renzi: «Siamo in grado di intervenire»

Il premier: «I nostri servizi preparati. Non siamo sotto attacco, ma non bisogna sottovalutare il pericolo». 

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Il premier Matteo Renzi.

Il Mediterraneo come questione strategica e prioritaria per i prossimi 30 anni. Perché, se salta l'equilibrio dei paesi del Mediterraneo, il problema è «dell'Europa e di tutti». Parola di Matteo Renzi, intervistato da Lucia Annunziata a In mezz'ora.
Il premier si è detto pronto a intervenire in Libia. Innanzitutto attraverso la diplomazia. Ma non ha escluso in futuro un'operazione sul campo di peacekeeping. In questo contesto un ruolo di primo piano è ricoperto dai servizi segreti: «Conosciamo come stanno le cose in Libia, voglio dare segnali di tranquillità all'Italia. Siamo in grado d'intervenire».
LA LOGICA DELLA PAURA. L'Isis - ha chiarito Renzi - è un problema. Non tanto perché siamo senza attacco, ma perché i terroristi vogliono «cambiare il nostro modo di vivere, facendoci vivere come piace a loro, nella paura». Paura che deve essere addomesticata, perché «l'Isis in questo momento non è così forte in Libia come vuole far credere».
La questione Libia è legata direttamente al tema dell'immigrazione e degli sbarchi. Renzi ha promesso interventi massicci per prevenire l'esodo di mezzo milione di persone dalla Libia e ha sottolineato come non vi sia nesso tra terrorismo e immigrazione: «È già accaduto uno sbarco pazzesco di persone: 170 mila. Un livello enorme, che ha battuto tutti i record. Non è accettabile. Abbiamo detto all'Europa che non deve fare lo struzzo con la testa sotto la sabbia. È un valore che un bambino sia salvato dalle acque: a chi dice lasciamoli affogare rispondo che non mi dimetterò mai dalla dimensione di uomo».
IL RUOLO DI PUTIN. Nella lotta contro l'Isis potrebbe risultare fondamentale il ruolo di Vladimir Putin. Renzi ha chiarito però come sia indispensabile la pacificazione dell'Ucraina: «Putin è responsabile di aver violato l'integrità dell'Ucraina. Io sto provando di far passare un messaggio: se la Russia torna al tavolo della comunità internazionale saremmo tutti più tranquilli».
Nel corso dell'intervista Renzi è tornato su un tema già affrontato più volte: la riforma della Rai e della legge Gasparri. «Il nostro obiettivo è non far eleggere il nuovo consiglio d'amministazione Rai con la legge attuale».

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