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INIZIATIVA 22 Febbraio Feb 2015 1031 22 febbraio 2015

Riforme, il Pd presenta la 'Scuola che cambia'

Il premier col ministro Giannini presentano la riforma: «Basta Babele di graduatorie, assunzioni per concorso».

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Matteo Renzi.

Dopo il Jobs Act il governo Renzi dà il via ad una riforma complessiva del sistema scolastico.
L'iter legislativo dovrebbe scattare il 27 febbraio: pronti un decreto e un disegno di legge.
Il premier, contestato per il Jobs Act, ha detto: «Siamo nell'imminenza di un momento molto importante dal punto di vista normativo: stiamo per riscrivere le regole sulla scuola. Un compito difficile visto che il susseguirsi di riforme e controriforme dell'istruzione ha creato una schizofrenia normativa».
RENZI RIPARTE DALLA SCUOLA. Renzi ha sottolineato la centralità della riforma dell'istruzione per far ripartire l'Italia: «Lo so che gli addetti ai lavori non ne possono più e non si fidano della politica. La frustrazione degli annunci fatti cui non è corrisposto un impegno porta gli insegnanti a non crederci e questa è una partita difficile. Ma noi puntiamo a far ripartire l'Italia dalla scuola».
5 PER MILLE ALLA CULTURA. A cominciare, ha detto l'ex sindaco di Firenze, dall'eliminazione delle 'classi pollaio'. Tra i propositi espressi da Renzi anche la destinazione del 5 per mille per la cultura, l'edilizia scolastica e l'introduzione di un meccanismo che dia piena autonomia alle scuole.
REPLICA AI PRECARI. Renzi ha replicato anche a un gruppo di insegnanti precari contestatori: «L'idea che il governo fa la riforma passando sulle teste degli insegnanti è quanto di più lontano ci sia. Non è vero che non abbiamo ascoltato gli insegnanti, questo è falso. Chi viene qui a fare le pagliacciate per prendersi uno spazio in tivù, glielo diamo ma chiaramente noi stiamo facendo un'altra cosa». E ha aggiunto: «Ascoltare tutti non vuol dire non fare più niente, sennò è paralisi, palude, lo stesso atteggiamento che ha bloccato l'Italia per 20 anni e che non consentiremo che continui».
Il leader del Pd ha parlato anche di alcune questioni specifiche come gli scatti di merito e la valutazione degli insegnanti, misure definite giuste e doverose.

Giannini: «Vogliamo portare la scuola al terzo millennio»

Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione.

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha presentato i punti cardine del progetto educativo del governo che «ha come cardine importante un piano di assunzioni straordinario e la previsione di tornare ad assumere soltanto tramite concorso pubblico».
«Per troppo tempo», ha detto il ministro, «ci siamo rassegnati alla babele di graduatorie» e lo stesso è successo per la carriera degli insegnanti, che «da sogno impossibile sta per diventare realtà praticabile».
«Col decreto 'La buona scuola' vogliamo portare la scuola dal '900 al terzo millennio. A giorni un decreto legislativo darà corpo ad un lavoro intensissimo. Vogliamo dare un nuovo progetto educativo all'Italia per una scuola migliore», ha aggiunto la Giannini.
PREVISTA INTEGRAZIONE LINGUISTICA. Tra i punti principali ci dovrebbe essere l'integrazione linguistica e culturale degli studenti figli di migranti, e l'annunciata assunzione di 150 mila precari, pescati dalle graduatorie a esaurimento, entro settembre, proprio per l'inizio del prossimo anno scolastico. Ma l'intervento più consistente riguarda l'edilizia scolastica, per la quale sono previsti 3,5 miliardi e che ha visto l'inizio di molti lavori già a luglio del 2014.
«Vogliamo ridare dignità e un ruolo sociale agli insegnanti», ha detto il ministro Giannini, nel suo intervento all'iniziativa del Pd sulla scuola.
STOP AL PRECARIATO. «I nostri principali nemici sono stati l'ignoranza e la rassegnazione» ha detto il ministro puntando l'indice contro la piaga del precariato.
L'ex di Scelta civica ha quindi sottolineato che il progetto del governo prevede anche il potenziamento di alcuni insegnamenti, come lettere e matematica ma anche arte, musica, le lingue straniere.

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