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PROPOSTA 23 Febbraio Feb 2015 1246 23 febbraio 2015

Fisco più equo, Cisl presenta una legge popolare

Il segretario Furlan: «Bonus da mille euro a chi ne guadagna meno di 40 mila e stop tasse sulla prima casa».

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Il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan.

Dopo le critiche al Jobs Act, Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, ha avanzato una proposta per una legge di iniziativa popolare per un fisco più equo.
«Andiamo a presentare la nostra proposta di legge popolare per un fisco più equo. Vogliamo una legge, attraverso una raccolta di firme, per cui sotto i 40mila euro lordi sia garantito a tutti un bonus fiscale da mille euro», ha spiegato Furlan, che in mattinata ha depositato le firme necessarie alla presentazione della proposta, alla corte di Cassazione.
BONUS PER PENSIONATI E INCAPIENTI. Il bonus deve riguardare, a giudizio del numero uno della Cisl «lavoratori, pensionati ma anche gli incapienti attraverso un assegno sociale». I punti principali della proposta sono l'estensione del bonus da mille euro per chi guadagna meno di 40 mila euro lordi, l'eliminazione delle tasse sulla prima casa e un contributo di solidarietà dalle famiglie più ricche.
NO ALLE TASSE SULLA PRIMA CASA. La legge di iniziativa popolare presentata dalla Cisl prevede anche che non vi sia una tassazione sulla prima casa: «Diciamo no alle tasse sulla prima casa. Non alle ville o ai castelli, ma alla casa normale di un lavoratore o di un pensionato normale». Quanto al reperimento delle risorse, Furlan ha suggerito di utilizzare «il contrasto di interessi per stanare l'evasione fiscale. Chiediamo che il contrasto di interessi venga esteso ad altri settori, oltre a quello dell'edilizia, come i servizi alla famiglia».
CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ AI PIÙ RICCHI. L'ultimo punto della proposta della Cisl riguarda un contributo richiesto ai più ricchi. «A chi è ricco chiediamo un piccolo contributo di solidarietà» - ha spiegato Furlan - «chiediamo a quel 4% delle famiglie che detiene oltre il 50% della ricchezza un piccolo contributo a favore di chi ha subito maggiormente la crisi».

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